
Nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lancia un messaggio diretto a Donald Trump e un duro attacco alla Russia, accusata di disprezzare l’Europa e di voler destabilizzare il progetto europeo.
Intervenendo in videocollegamento alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo a Bruxelles e diffondendo un discorso registrato davanti al memoriale dei caduti a Piazza Maidan, a Kiev, Zelensky ha ribadito che la guerra non è una “rissa di strada”, ma «l’attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano».
“Trump venga a Kiev per vedere con i suoi occhi”
Zelensky ha rivolto un invito esplicito al presidente americano: «Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra».
Secondo il leader ucraino, una visita sul campo aiuterebbe a chiarire «chi è l’aggressore e chi deve essere messo sotto pressione». Per Zelensky, la responsabilità è chiara: «Putin è la causa dell’inizio della guerra e l’ostacolo alla sua fine. È la Russia che deve essere rimessa al suo posto affinché ci possa essere una vera pace».
“La Russia disprezza l’Europa”
Nel suo intervento all’Eurocamera, Zelensky ha accusato Mosca di mostrare un evidente disprezzo verso l’Europa. «I russi dovrebbero imparare che l’Europa non è solo una terra per le ville degli oligarchi russi», ha dichiarato, sottolineando che l’Unione europea non può essere considerata «un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti dove aggirare le sanzioni».
La minaccia, ha avvertito, «non si è attenuata». Per questo l’Europa deve restare determinata e forte come nei primi giorni dell’invasione. «L’Europa è un’unione di nazioni indipendenti e di milioni di persone che non tollerano l’umiliazione e non accetteranno la violenza», ha affermato, invitando a continuare a difendere lo stile di vita europeo.
Stop a chi sostiene la guerra e nuove sanzioni
Zelensky ha chiesto che venga vietato l’ingresso nell’Unione europea a tutti coloro che hanno sostenuto l’invasione russa. Ha inoltre sollecitato il mantenimento e il rafforzamento delle sanzioni, affermando che «non deve esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe o per qualsiasi criminale di guerra russo».
Nel suo discorso ha anche fatto riferimento alla necessità di sostenere concretamente Kiev, ringraziando chi lavora per rendere operativo il piano da 90 miliardi di euro in due anni attualmente in discussione in ambito europeo. «È una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e resilienza», ha detto.
“Serve una data chiara per l’ingresso nell’Ue, Putin è la personificazione della guerra”
Il presidente ucraino ha ribadito che il suo Paese ha bisogno di «forti garanzie di sicurezza» e di una data certa per l’adesione all’Unione europea. In assenza di un impegno politico chiaro, ha avvertito, Vladimir Putin farà tutto il possibile per rallentare o bloccare il processo.
Nel passaggio più duro del suo intervento, Zelensky ha definito Putin «la personificazione della guerra», accusandolo di non poter accettare che in Europa le persone possano vivere liberamente. «È una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti», ha dichiarato.
Secondo il leader ucraino, non è la prima volta che Mosca tenta di destabilizzare il continente. «Non è la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto crudele e anti-europeo», ha affermato, sostenendo che l’attacco all’Ucraina è parte di una strategia più ampia contro la libertà e l’integrazione europea.
“Grazie a chi preserva l’unità transatlantica”
Nonostante le difficoltà politiche e le tensioni nel dibattito internazionale, Zelensky ha ringraziato chi continua a sostenere l’unità tra Europa e Stati Uniti. «Comprendiamo che non è facile mantenere l’unità transatlantica nelle condizioni attuali, ma sono grato a tutti coloro che, nonostante le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale».
Quattro anni dopo l’inizio del conflitto, il messaggio di Kiev è netto: l’Ucraina continua a resistere, ma il futuro della guerra – e della sicurezza europea – dipende anche dalla tenuta dell’Occidente.


