
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran non nasce con le tensioni degli ultimi mesi, ma affonda le radici in oltre quattro decenni di scontri indiretti, attentati e operazioni militari. Dalla rivoluzione islamica del 1979, Washington accusa la Repubblica islamica di sostenere o finanziare una rete di gruppi armati attivi in Medio Oriente, tra cui Hezbollah in Libano, Hamas e la Jihad islamica palestinese nei Territori palestinesi e diverse milizie sciite in Iraq e Siria.
Secondo il Dipartimento di Stato americano e numerosi centri di ricerca internazionali, queste organizzazioni sono state coinvolte in attentati contro obiettivi statunitensi o contro cittadini americani all’estero. Teheran ha sempre respinto molte di queste accuse, sostenendo invece di appoggiare movimenti di resistenza nella regione.
Ecco una ricostruzione cronologica dei principali episodi citati nelle analisi e nei rapporti internazionali.
La crisi degli ostaggi che segnò la rottura tra Washington e Teheran
Il primo grande episodio che segna l’inizio dello scontro tra Stati Uniti e Iran è la crisi degli ostaggi dell’ambasciata USA a Teheran. Il 4 novembre 1979 studenti rivoluzionari iraniani assaltano la sede diplomatica americana e prendono in ostaggio 66 cittadini statunitensi. La crisi durerà 444 giorni e diventerà uno dei momenti simbolo della rottura tra i due Paesi dopo la rivoluzione islamica.
Gli attentati in Libano negli anni Ottanta
Durante la guerra civile libanese degli anni Ottanta si registrano alcuni degli attacchi più gravi contro obiettivi americani. Nell’aprile 1983 un attentato suicida distrugge la ambasciata statunitense a Beirut, causando 63 morti, tra cui 17 americani.
Pochi mesi dopo, nell’ottobre 1983, un camion carico di esplosivo colpisce la base dei Marines nella capitale libanese. L’attacco alla caserma dei Marines a Beirut provoca la morte di 241 militari statunitensi ed è considerato uno dei più sanguinosi attentati contro le forze americane prima dell’11 settembre 2001.
Nel marzo 1984 viene inoltre rapito a Beirut il capo della stazione CIA William Buckley, che morirà durante la prigionia. Nello stesso periodo un’autobomba colpisce l’annesso dell’ambasciata americana nella capitale libanese.
I dirottamenti aerei e gli attacchi degli anni Ottanta
Tra il 1984 e il 1985 diversi attentati e dirottamenti colpiscono cittadini americani. Nel dicembre 1984 militanti sciiti sequestrano il volo Kuwait Airways 221, deviandolo verso Teheran.
Nel giugno 1985 viene dirottato il volo TWA 847, partito da Atene e diretto a Roma. Durante il sequestro viene assassinato il militare statunitense Robert Stethem.
Nel luglio 1989 viene ucciso il colonnello dei Marines William Higgins, rapito l’anno precedente mentre prestava servizio con una missione ONU in Libano.
Gli attentati degli anni Novanta in Medio Oriente
Negli anni Novanta diversi attentati suicidi colpiscono Israele e i Territori palestinesi. Nell’aprile 1995 un attacco della Jihad islamica palestinese nella Striscia di Gaza provoca otto morti, tra cui un cittadino americano.
Nel 1996 una serie di attentati suicidi colpisce Gerusalemme e Tel Aviv. In particolare l’attacco al Dizengoff Center di Tel Aviv provoca 20 vittime.
Nello stesso anno un camion bomba distrugge un complesso militare statunitense in Arabia Saudita nell’attentato alle Khobar Towers, provocando la morte di 19 militari americani e centinaia di feriti.
Gli attacchi in Israele tra il 2001 e il 2003
All’inizio degli anni Duemila una nuova ondata di attentati suicidi colpisce Israele durante la Seconda Intifada. Nell’agosto 2001 l’esplosione alla pizzeria Sbarro di Gerusalemme provoca 15 morti.
Nel luglio 2002 un attentato all’Università Ebraica di Gerusalemme provoca nove vittime, tra cui cinque cittadini statunitensi.
Nel 2003 un attentato colpisce un convoglio diplomatico americano nella Striscia di Gaza, uccidendo tre membri del personale.
La guerra in Iraq e il ruolo delle milizie sciite
Dopo l’invasione americana dell’Iraq nel 2003, Washington accusa l’Iran di sostenere milizie sciite responsabili di attacchi contro le truppe statunitensi. Secondo un rapporto del Congressional Research Service, gruppi sostenuti da Teheran sarebbero stati responsabili della morte di oltre 600 soldati americani durante il conflitto.
Nel gennaio 2007 un attacco condotto da miliziani collegati alla Forza Quds a Karbala provoca la morte di cinque soldati statunitensi.
Gli attacchi contro basi americane negli anni recenti
Negli ultimi anni la tensione tra Iran e Stati Uniti si è spesso manifestata attraverso attacchi contro basi militari. Nel dicembre 2019 un attacco con razzi alla base K1 di Kirkuk uccide un appaltatore americano.
Nel gennaio 2020 l’Iran lancia missili contro la base irachena di Ain al-Asad, causando traumi cerebrali a oltre cento militari statunitensi.
Nel marzo 2023 un attacco con droni contro una base della coalizione in Siria uccide un appaltatore americano e ferisce diversi militari.
Gli attacchi dopo la guerra tra Israele e Hamas
Il conflitto esploso dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 ha riacceso la tensione regionale. Diversi cittadini americani sono morti durante il massacro compiuto nel sud di Israele.
Nel gennaio 2024 un attacco con drone contro la base militare Tower 22 in Giordania provoca la morte di tre soldati statunitensi.
Secondo il Pentagono, tra il 2023 e il 2024 milizie sostenute dall’Iran hanno compiuto oltre 180 attacchi contro installazioni militari statunitensi in Iraq, Siria e nella regione.
Uno scontro che dura da oltre quarant’anni
Nel corso degli ultimi quarant’anni il confronto tra Stati Uniti e Iran si è sviluppato soprattutto attraverso conflitti indiretti, attentati e operazioni di gruppi armati nella regione. Washington accusa Teheran di sostenere militarmente questi movimenti, mentre l’Iran respinge molte delle accuse e sostiene di appoggiare organizzazioni di resistenza contro Israele e la presenza militare occidentale in Medio Oriente.
Il risultato è un conflitto a bassa intensità che, dalla crisi degli ostaggi del 1979 fino agli attacchi più recenti contro basi americane, continua a influenzare profondamente gli equilibri geopolitici del Medio Oriente.


