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Lutto enorme in Italia: la perdita gravissima. “Addio!”

Pubblicato: 17/03/2026 14:14

Il mondo della scienza e della cultura piange la scomparsa di un pilastro dell’astrofisica campana e nazionale. Si è spento ieri, all’età di 75 anni nella sua abitazione di Napoli, Luigi Antonio Smaldone, figura leggendaria dell’astronomia e “padre” indiscusso del Planetario di Caserta. Lo scienziato, originario di Oppido Lucano, ha dedicato la sua intera esistenza all’esplorazione della volta celeste, legando indissolubilmente il suo nome all’Osservatorio di Capodimonte e all’Università “Federico II”, dove si era laureato con lode in Fisica nel 1976. In segno di profondo rispetto per la perdita del suo curatore scientifico, il Planetario di Caserta ha deciso di annullare l’atteso evento “Storie di tempo umano, naturale, divino”, inizialmente programmato per venerdì 20 marzo 2026.

Una vita tra le stelle: dal Sole al progetto N.U.T.S.

La carriera del professor Smaldone è stata un mosaico di eccellenza accademica e passione divulgativa. Dopo gli anni da astronomo a Capodimonte, divenne professore associato alla “Federico II”, ruolo ricoperto fino al 2016. La sua visione lungimirante permise a Caserta di vantare, dal dicembre 2008, il primo planetario interamente digitale a platea unidirezionale del Meridione. Da vero “papà” del Planetario, Smaldone non si limitò alla progettazione iniziale del 1995, ma curò ogni aggiornamento tecnologico fino ai più recenti del 2023, ideando gran parte degli spettacoli digitali che hanno incantato migliaia di visitatori sotto la cupola.

Le sue ricerche spaziarono dalla fisica solare — con studi specifici su brillamenti e oscillazioni — all’analisi della cometa di Halley, senza mai dimenticare l’importanza della formazione e del volontariato. Smaldone fu infatti l’anima del progetto N.U.T.S. (Northern Uganda Teachers of Science), un’iniziativa di straordinaria generosità volta alla riqualificazione dei docenti di fisica nel nord dell’Uganda, territorio martoriato dai conflitti. La sua eredità scientifica, fatta di rigore e umanità, resterà impressa nei software da lui sviluppati e nella crescita di generazioni di studenti che hanno visto, attraverso i suoi occhi, un universo meno lontano e più comprensibile. Napoli e Caserta perdono oggi un uomo di rara sensibilità, capace di unire la complessità del cosmo alla semplicità di un gesto di solidarietà internazionale.

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