
I cieli sopra il Mar Baltico tornano a essere teatro di una pericolosa partita a scacchi tra le forze della Nato e la Federazione Russa. Nella giornata di oggi, venerdì 20 marzo 2026, l’Alleanza Atlantica ha reso noto un episodio di altissima tensione avvenuto mercoledì 18, che ha visto protagonisti i piloti dell’Aeronautica Militare italiana. I nostri caccia, attualmente rischierati presso la base aerea di Amari, in Estonia, sono dovuti intervenire d’urgenza per neutralizzare una potenziale minaccia ai confini dello spazio aereo alleato. La notizia è stata battuta ufficialmente dal profilo X di @NATO_AIRCOM, confermando che i jet italiani «durante un pattugliamento aereo potenziato, hanno intercettato un aereo russo SU-30 Flanker H sul Mar Baltico».
Operazione Eastern Sentry: scatta l’Alpha Scramble
L’allarme è scattato immediatamente, portando all’attivazione delle procedure di difesa più rapide previste dai protocolli internazionali. Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale, «i jet italiani hanno lanciato l’Alpha Scramble», ovvero il decollo immediato dei caccia intercettori in modalità di allerta preventiva. L’operazione non è stata isolata, ma si è svolta «nell’ambito delle attività Eastern Sentry della Nato insieme ai jet finlandesi e svedesi che garantiscono la sicurezza dello spazio aereo», dimostrando una coordinazione millimetrica tra i partner dell’Alleanza, specialmente dopo l’ingresso dei nuovi membri scandinavi.
L’intervento si inserisce nella più ampia missione denominata “Eastern Sentry” (Sentinella dell’Est), un dispositivo di difesa rafforzato lungo il fianco orientale dell’Europa. Questo scudo militare è stato potenziato significativamente negli ultimi mesi, in particolare dopo che la Polonia aveva denunciato inquietanti sconfinamenti di droni russi lo scorso settembre. La presenza dei piloti italiani in Estonia risponde proprio alla necessità di proteggere le aree più esposte alle incursioni di Mosca, mantenendo una vigilanza costante su un confine diventato sempre più instabile. L’episodio di mercoledì conferma quanto la pressione russa sui cieli baltici resti una costante, costringendo i reparti di volo della Nato a una reattività senza precedenti per evitare che semplici provocazioni si trasformino in incidenti internazionali.

