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Il cane trova una bottiglia in giardino, è la prova di un omicidio di anni prima: svolta clamorosa

Pubblicato: 20/03/2026 22:31

A volte la storia riemerge nei modi più imprevedibili. Non grazie a scavi archeologici, ma al fiuto ostinato di un cane. È quanto accaduto nel Devon, dove un Labrador ha riportato alla luce un possibile indizio legato a un omicidio del XIX secolo.

Il protagonista inatteso è Stanley, un Labrador dal carattere testardo, appartenente a Paul Phillips, 49 anni, che vive a Clyst Honiton.

Tutto è iniziato con uno scavo insistente sempre nello stesso punto del giardino. Nonostante i tentativi del proprietario di coprire la buca, il cane continuava a tornare lì, fino a portare alla luce una misteriosa bottiglia di vetro blu.

Una volta ripulito il reperto, è emersa una scritta inquietante: “Not to be taken”, ovvero “da non assumere”. Un dettaglio che ha fatto subito pensare a una boccetta di veleno dell’Ottocento, probabilmente contenente arsenico.

Il ritrovamento ha acceso un collegamento con un antico caso di cronaca nera: l’omicidio di William Ashford, avvenuto nel 1865 proprio nella stessa zona.

Ulteriori verifiche hanno rivelato un dettaglio sorprendente: la casa dei Phillips sorge accanto a quella che un tempo apparteneva ai coniugi Ashford, rendendo il ritrovamento ancora più suggestivo.

Al centro della vicenda c’è Mary Ann Ashford, accusata di aver avvelenato il marito con arsenico per interesse economico e per fuggire con un amante molto più giovane.

Il processo, celebrato nel 1866, si concluse rapidamente con la condanna a morte. L’esecuzione, avvenuta a Exeter davanti a migliaia di persone, fu lunga e drammatica, contribuendo a cambiare la percezione pubblica delle esecuzioni capitali.

Oggi, mentre gli esperti analizzano il flacone, resta il fascino di un possibile indizio storico riemerso dopo 160 anni. E tutto grazie a Stanley, il cane che non ha mai smesso di scavare nello stesso punto.

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