Vai al contenuto

Va a donare il sangue, poi la morte atroce davanti ai 4 figli. Cosa è successo a Paolo

Pubblicato: 22/03/2026 12:18

Filottrano si è fermata, colpita al cuore da una notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere. Ieri, alle 14.10, una tragedia immane si è consumata tra le mura di un’abitazione dove Paolo Accorroni, un uomo di 49 anni descritto da tutti come una colonna della comunità, si è spento sotto gli occhi della moglie Nadia e dei loro quattro figli. Quello che sembrava un sabato qualunque si è trasformato in un incubo: Accorroni, che avrebbe compiuto cinquant’anni il prossimo 5 maggio, è stato stroncato da un malore improvviso nonostante i disperati tentativi di soccorso. I sanitari della Potes hanno praticato «quaranta interminabili minuti di massaggio cardiaco», una lotta contro il tempo fatta di preghiere e manovre rianimatorie che purtroppo si è rivelata inutile.

L’impegno civile e il tragico presentimento della “fiacca”

La figura di Paolo Accorroni era poliedrica: sensei di judo, volontario della Protezione Civile, responsabile scout e collaboratore della Filottranese Calcio. Un “omone d’acciaio” che, nonostante il faticoso lavoro come operaio edile presso la ditta Maggiori, trovava energia per chiunque. Proprio ieri mattina aveva compiuto un ultimo gesto di generosità: la sua prima donazione all’Avis. Tornato a casa, aveva confessato di sentirsi «un po’ fiacco», una stanchezza che i familiari avevano inizialmente attribuito al prelievo. Dopo essersi steso per riposare in vista degli impegni pomeridiani con gli scout e della partita del figlio Mattia, Paolo si è alzato per il pranzo, crollando improvvisamente sul pavimento.

L’intera cittadinanza è sotto shock. La Filottranese ha immediatamente annullato le gare giovanili in segno di lutto. Il presidente Enzo Pittura, profondamente scosso, ha ricordato l’amico scomparso sottolineando lo sconforto della squadra: «Mattia mi ha chiamato nell’immediatezza della tragedia, siamo tutti sconvolti. Paolo era una gran persona». Mentre la salma è stata trasferita alla Casa funeraria Bottegoni, resta il vuoto incolmabile lasciato da un padre eroe. In questi momenti, come dicono gli amici più cari, ci si accorge che le parole sono «troppe e inutili, o troppo poche per descrivere chi è stato» un uomo così centrale per la vita sociale del paese.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure