
Verona si prepara a vivere uno dei suoi pomeriggi più difficili, avvolta in un silenzio carico di rispetto e commozione. La città si ferma per l’ultimo addio ad Alessandro Postal, il ragazzo di soli 13 anni che ha affrontato con una dignità quasi ultraterrena una malattia lunghissima e spietata. La sua scomparsa non è solo un lutto privato, ma una ferita che ha attraversato l’intera regione, lasciando un solco profondo nel cuore di chiunque abbia incrociato, anche solo virtualmente, la sua incredibile storia di resistenza. Il funerale sarà celebrato domani, giovedì 26 marzo alle 15:30, nella chiesa di Santa Croce, nel quartiere dove il giovane viveva e dove la comunità è già pronta a stringersi in un abbraccio collettivo attorno alla sua famiglia.
La parabola di Alessandro è cambiata drasticamente quando aveva appena sette anni. Una diagnosi di tumore ha spezzato la spensieratezza dell’infanzia, trascinandolo in un labirinto di ospedali, terapie e prove di forza che avrebbero fatto tremare un adulto. Eppure, lui non ha mai smesso di lottare, riuscendo persino a tornare tra i banchi di scuola per difendere il suo diritto alla normalità. La sua determinazione è diventata un vessillo, trasformandolo nel “Principe Gentile”, un soprannome nato dalla sua capacità di restare dolce e lucido anche nel pieno della tempesta.
Il coraggio del “Principe Gentile”: l’omaggio delle istituzioni
Anche le istituzioni hanno voluto rendere omaggio a questo piccolo grande guerriero. Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha affidato ai propri canali ufficiali un messaggio di profondo cordoglio che riassume l’essenza di questa vita breve ma intensissima. «Alessandro Postal aveva solo 13 anni. Un’età fatta di amici, sogni, futuro da immaginare. Non di ospedali», ha scritto il Governatore, sottolineando come la battaglia sia stata affrontata con una forza sproporzionata rispetto alla sua anagrafe. Stefani ha voluto ricordare le parole stesse del ragazzo, che restano come un testamento spirituale di rara potenza: “Non è giusto, ma è così. Me la godo lo stesso. Voi state tranquilli”. Parole che, secondo il presidente, spiegano perfettamente perché Alessandro rimarrà per sempre il “principe gentile”.
Mentre Verona si prepara a salutarlo per l’ultima volta tra le navate di Santa Croce, resta la consapevolezza che l’eredità di Alessandro non svanirà con la fine della cerimonia. Il suo coraggio e la sua serenità nel dolore lasciano un segno indelebile, ricordando a tutti che l’impatto di una vita non si misura negli anni, ma nella luce che si riesce a emanare. «A lui un grazie per il suo coraggio e una preghiera», conclude Stefani, interpretando il sentimento di una regione intera che oggi si sente un po’ più povera, ma arricchita da un esempio di dignità assoluta.


