
Nuova giornata di blackout diffusi a Cuba nel pieno delle festività pasquali, con disagi che colpiscono gran parte della popolazione. Secondo la compagnia statale Unión Eléctrica (Une), le interruzioni di corrente interessano contemporaneamente fino al 57,4% del territorio nazionale nelle ore di massimo consumo serale. Una situazione che conferma la gravità della crisi energetica in corso sull’isola.
Il sistema elettrico cubano registra infatti un deficit di 1.722 megawatt, a fronte di una domanda stimata di circa 3.000 MW e una capacità disponibile limitata a 1.278 MW. Alla base dell’emergenza ci sono i problemi strutturali della rete: ben sette delle 16 unità di produzione risultano fuori servizio per guasti o interventi di manutenzione, riducendo drasticamente la possibilità di coprire il fabbisogno interno.
Crisi energetica e malcontento crescente
In diverse province i cittadini convivono ormai da mesi con interruzioni prolungate, che in alcuni casi superano anche le 20 ore al giorno. Il deterioramento delle centrali termoelettriche e la difficoltà nel reperire risorse stanno aggravando una crisi che è diventata uno dei principali motivi di malcontento sociale e di proteste diffuse nel Paese.
Negli ultimi giorni è arrivata nel porto di Matanzas una petroliera russa con circa 100mila tonnellate di greggio, ma secondo gli analisti si tratta solo di un intervento tampone. Il carico potrebbe infatti garantire un sollievo temporaneo, senza risolvere le criticità strutturali che continuano a mettere sotto pressione l’intero sistema energetico cubano.


