
Le corsie di un ospedale dovrebbero essere il luogo della cura e della protezione, ma per una donna di 86 anni ricoverata al Santa Maria delle Croci di Ravenna si sono trasformate nello scenario di un incubo lucido. Nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 aprile, la tranquillità del reparto è stata squarciata da un episodio di violenza inaudita: uno sconosciuto si è introdotto nella stanza della paziente, approfittando del buio e del sonno degli altri degenti, tutti ultraottantenni. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, l’aggressore — un giovane a sua volta ricoverato nella struttura — si sarebbe avvicinato al letto della donna molestandola sessualmente e arrivando ad appoggiarle i genitali sul collo, proprio accanto al viso.
Urla nel reparto: l’intervento dei Carabinieri e lo shock dei familiari
A rompere il silenzio della notte sono state le urla disperate della vittima, comprensibilmente sconvolta da un gesto tanto degradante quanto improvviso. Le grida hanno svegliato gli altri pazienti della camera, che hanno immediatamente sollecitato l’intervento del personale sanitario. Gli infermieri, compresa la gravità della situazione, hanno allertato i Carabinieri del Nucleo Radiomobile, i quali sono intervenuti tempestivamente identificando il sospettato. Si tratta di un giovane di origine marocchina che è stato denunciato a piede libero con l’accusa di violenza sessuale. Contemporaneamente all’intervento dei militari, sono stati informati anche i familiari dell’anziana, travolti da una notizia che mette sotto accusa i sistemi di sorveglianza della struttura.
Inizialmente le ipotesi degli investigatori si erano concentrate su un possibile profilo psichiatrico dell’aggressore, ma i successivi accertamenti hanno dipinto un quadro differente. Il giovane era infatti ricoverato da alcuni giorni in un’altra area dell’ospedale per una grave forma di anemia e le sue dimissioni erano previste proprio per il giorno successivo ai fatti. L’aggressione si è consumata al primo piano, nell’unità operativa di Medicina interna, una zona dedicata all’osservazione dei pazienti per 72 ore dopo il transito in Pronto soccorso. Resta ora da capire come un paziente abbia potuto muoversi indisturbato tra i reparti per colpire una donna indifesa in un momento di estrema fragilità, lasciando un’intera comunità e i vertici ospedalieri in attesa di risposte concrete sulla sicurezza dei degenti.

