
La partita per la presidenza della Federcalcio entra nel vivo e ha già un protagonista: Giovanni Malagò. L’ex numero uno del Coni è stato indicato dalla Serie A come candidato forte dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, aprendo ufficialmente una sfida che potrebbe vederlo contrapposto a Giancarlo Abete.
Il dato politico più rilevante è il sostegno quasi plebiscitario dei club: «18 società su 20 hanno accreditato Malagò», ha spiegato il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli. Un blocco compatto che pesa, considerando che la Serie A rappresenta il 18% dei voti nell’elezione federale.
Un’investitura forte, costruita nel corso delle ultime ore. Dai primi 14 club favorevoli si è arrivati rapidamente a quota 18, segnale di una convergenza sempre più ampia. «Qualunque fosse il programma, Malagò è in grado di portarlo avanti», ha aggiunto Simonelli, certificando la fiducia nella figura del dirigente.

Restano fuori solo due società, Lazio e Hellas Verona, ma non per una bocciatura nel merito. «Non è una questione di fiducia, ma di metodo», viene sottolineato: prima i programmi, poi il nome. Una posizione isolata che non scalfisce però il fronte pro-Malagò.
La palla ora passa proprio all’ex presidente del Coni, chiamato a sciogliere la riserva. «Dovrà fare le sue verifiche e poi formalizzare la candidatura», spiega Simonelli. L’appuntamento chiave è già fissato: il 20 aprile, quando Malagò incontrerà i club per discutere un programma articolato in una ventina di punti.
Ma il quadro non è ancora chiuso. Sullo sfondo si muove Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che non esclude una discesa in campo. «Chiederò di essere investito della candidatura e aprire una discussione sui contenuti», ha dichiarato, lasciando intendere una possibile sfida diretta.
Si profila così un confronto non solo tra nomi, ma tra visioni del calcio italiano: da una parte la spinta della Serie A, compatta su Malagò; dall’altra il mondo dei dilettanti che potrebbe ritrovare in Abete un punto di riferimento.
Intanto, i tempi della partita sono già fissati. Le candidature dovranno essere presentate entro il 13 maggio, mentre l’elezione del nuovo presidente della FIGC è in programma il 22 giugno. Una corsa breve ma intensa, destinata a ridisegnare gli equilibri del calcio italiano.
Per ora, però, il segnale più forte arriva dai club: la Serie A ha scelto di fare quadrato e puntare su Malagò. «È la persona giusta per guidare il sistema», è la convinzione diffusa. E con 18 società su 20 al suo fianco, la sua candidatura parte già con un peso decisivo.


