
Un caso di truffa agli anziani dai contorni inquietanti emerge dalle carte giudiziarie, tra accuse di manipolazione psicologica, prelievi sospetti e un lungo percorso di presunti raggiri. Una vicenda complessa che ha lasciato dietro di sé isolamento, fragilità e un patrimonio gravemente compromesso.
La ricostruzione degli inquirenti descrive un sistema di inganni protratto nel tempo, caratterizzato da pressioni psicologiche e strategie studiate per conquistare la fiducia della vittima. Un quadro che, secondo l’accusa, avrebbe trasformato la solitudine in uno strumento di controllo.
Il caso riguarda un anziano di Vittoria, in provincia di Ragusa, finito al centro di un presunto schema di circonvenzione di incapace. L’uomo, benestante, era già sottoposto ad amministrazione di sostegno dal 2018 e successivamente interdetto con tutore nominato nel 2021.

Secondo le indagini, una coppia avrebbe orchestrato la trappola, già condannata in primo grado dal Tribunale di Pordenone per circonvenzione di incapace, con pene pari a 3 anni e 9 mesi per lui e 3 anni e 2 mesi per lei, oltre alla confisca di circa 160mila euro.
Le accuse parlano di una vera e propria strategia di manipolazione psicologica, con finte sedute spiritiche e presunti messaggi dall’aldilà utilizzati per influenzare le decisioni economiche dell’anziano.
In questo contesto, la donna avrebbe simulato trance e contatti con la madre defunta dell’uomo, convincendolo a compiere operazioni patrimoniali e a seguire istruzioni scritte che avrebbero favorito la coppia.
Tra gli episodi contestati figura anche un episodio avvenuto a San Vito al Tagliamento, dove nel 2019 l’anziano sarebbe stato accompagnato in un ufficio postale per eseguire due bonifici dal valore complessivo di circa 160mila euro.
Parallelamente, emergono anche sospetti su ulteriori prelievi Postamat effettuati tra Vittoria e Scoglitti, per circa 34mila euro, oggetto di un nuovo procedimento ancora in corso davanti al Tribunale di Ragusa.
La vicenda si intreccia inoltre con un periodo di forte degrado e isolamento dell’uomo, ritrovato nel 2020 a Scoglitti in condizioni precarie, senza elettricità né beni di prima necessità, dopo essere stato allontanato dai suoi riferimenti familiari.
Oggi la situazione appare parzialmente risolta: l’anziano è assistito dai familiari e da una tutrice, mentre proseguono i procedimenti giudiziari per chiarire l’intero quadro delle presunte truffe e verificare ulteriori responsabilità economiche e patrimoniali.


