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Canzonissima, che brutta notizia! Hanno deciso davvero così

Pubblicato: 26/04/2026 09:25

Cala il sipario, partono gli applausi… e subito dopo arriva l’annuncio che nessuno si aspettava — o forse sì: il ritorno. Nonostante ascolti che definire timidi è un eufemismo, il reboot di Canzonissima ottiene il via libera per una nuova stagione. Perché fermarsi davanti all’evidenza quando si può elegantemente ignorarla?

Dalle parti di Rai, evidentemente, il concetto è chiaro: se un format non funziona, dategli più tempo. O più puntate. O entrambe. L’Auditel non decolla? Poco male, si vola comunque — almeno sulla carta.

A guidare la nave resta Milly Carlucci, che con entusiasmo annuncia la riconferma: azienda soddisfatta, programma rinnovato. Una fiducia incrollabile che sfida numeri, critica e soprattutto la concorrenza.

Già, perché dall’altra parte dello schermo continua a dominare la corazzata targata Maria De Filippi, davanti alla quale il varietà Rai fatica anche solo a graffiare la superficie.

Nel frattempo, la finale va avanti tra esibizioni e votazioni. Michele Bravi presenta “Genitore 3”, mentre Leo Gassmann chiude il giro con “Girasole”, accompagnando il pubblico verso il momento decisivo.

La serata incorona “Margherita” come canzone della puntata, ma il vero gran finale arriva poco dopo, quando tornano sul palco tutti i brani vincitori delle precedenti serate.

Tra questi, spiccano interpretazioni importanti: Fabrizio Moro con “Il mio canto libero”, Arisa con due performance, e Vittorio Grigolo, fino alla classica “Margherita” di Riccardo Cocciante.

Le votazioni si susseguono tra artisti, giuria e pubblico, in un rituale ormai rodato che prova a dare ritmo a una serata lunga e non sempre brillante.

Alla fine, il verdetto premia “Il mio canto libero”, reinterpretato da Fabrizio Moro, che conquista giuria e pubblico, portando a casa la vittoria di Canzonissima 2026.

Sipario chiuso, vincitore proclamato e — sorpresa — biglietto già timbrato per il prossimo anno. Perché, in fondo, se lo spettacolo deve continuare, meglio farlo anche contro ogni logica di ascolto.

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