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“Ma che ca*** dici”. Del Debbio e Feltri, scontro in diretta sul caso Garlasco

Pubblicato: 22/05/2026 12:51

Il caso di Garlasco torna a infiammare il dibattito pubblico. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la domanda resta sospesa: la vicenda è davvero chiusa o esistono ancora spazi per rimettere in discussione una verità giudiziaria che sembrava definitiva?

Al centro, ancora una volta, c’è la condanna di Alberto Stasi, unico colpevole riconosciuto in via definitiva per il delitto del 13 agosto 2007. Ma le recenti verifiche su Andrea Sempio riaprono interrogativi che molti ritenevano ormai archiviati, alimentando dubbi, divisioni e nuove letture del caso.

Garlasco, perché il caso torna a far discutere

Il punto cruciale è proprio questo: le nuove indagini stanno spingendo esperti e opinionisti a interrogarsi sulla tenuta della sentenza e sulla possibilità, almeno teorica, di una revisione del processo. Una prospettiva che, inevitabilmente, riaccende l’attenzione mediatica e polarizza l’opinione pubblica.

In questo clima, ogni dettaglio viene passato al setaccio. E il caso, già segnato da anni di ricostruzioni e polemiche, continua a presentarsi come uno dei più controversi della cronaca italiana recente.

Paolo Del Debbio in studio durante Dritto e Rovescio

Dritto e Rovescio, il confronto che accende lo studio

Il tema è stato affrontato a Dritto e Rovescio, il talk show di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio. In studio, il confronto tra gli ospiti ha alzato ulteriormente la temperatura su una vicenda che continua a dividere in modo profondo.

Tra posizioni opposte e toni sempre più netti, la trasmissione ha mostrato quanto il caso Garlasco sia diventato, di fatto, un terreno di scontro non solo giudiziario ma anche mediatico e sociale.

Vittorio Feltri ospite in trasmissione

La posizione dell’avvocato Aldrovandi: “auspico venga depositata il prima possibile”

Uno degli interventi più decisi è stato quello dell’avvocato Elisabetta Aldrovandi, che ha sostenuto con chiarezza la necessità di rivedere la condanna. E lo ha fatto richiamando anche presunti errori e nuovi elementi emersi negli atti:

“Il fatto che il colonnello Cassese abbia riconosciuto che sono stati fatti degli errori investigativi, ma anche da un punto di vista scientifico, già questo di per sé fa capire che quella sentenza della Corte di Cassazione che lo condanna in via definitiva è una sentenza che, alla luce delle nuove indagini e delle nuove prove (tra cui anche un’impronta AV che richiama la scarpa Lacoste che Alberto Stasi nel giorno in cui ha trovato il corpo di Chiara Poggi, anche di questo si parla nell’informativa dei Carabinieri), è un’indagine che porta a mio parere a una fondata richiesta di revisione e io auspico venga depositata il prima possibile”.

Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi

Feltri rilancia su Stasi e attacca la giustizia: “operazione fatta da cretini”

A sostenere questa linea anche Vittorio Feltri, da tempo convinto dell’innocenza di Alberto Stasi. Ma, in studio, il discorso si è presto allargato: Del Debbio ha sottolineato come il caso sia diventato quasi un fenomeno popolare, capace di catalizzare conversazioni quotidiane.

“La gente si è appassionata a questo caso, perché non ci capisce niente. Di Trump, delle bollette etc. non chiede più nulla nessuno. Se entro in un bar mi chiedono di Garlasco”.

Dall’ironia allo scontro: il botta e risposta che spiazza tutti

Feltri ha replicato inizialmente con un’uscita ironica: “Non chiedono nemmeno più dell’Inter, non so se ha vinto, non me ne intendo più neanche io”. Poi, però, ha cambiato tono e ha affondato sul sistema giudiziario, criticando la sequenza delle decisioni nei vari gradi di giudizio.

“La sentenza di primo grado emessa su Stasi, molto bella, scritta bene, in italiano, pulita, fa capire anche ad un cretino come sono andate le cose. Sentenza di secondo grado, la stessa cosa. Poi arrivano i geni di Roma e rifanno tutto e lo condannano. A voi sembra una cosa seria, una giustizia cosi? Prima assolve, poi assolve una seconda volta e poi condanna? A me, così, sembra un’operazione fatta da cretini”.

Il momento più teso in diretta: “Ma che cazzo dici Vittorio?”

Il passaggio più delicato è arrivato poco dopo, con un siparietto che ha gelato lo studio. Feltri ha ironizzato sul tempo che gli resterebbe da vivere e Del Debbio, di colpo, ha reagito senza filtri.

“Ma che cazzo dici Vittorio?”.

Social in fiamme e opinione pubblica spaccata

Intanto, fuori dallo studio, la discussione è esplosa anche sui social, tra commenti durissimi e posizioni inconciliabili. Da una parte chi invoca una revisione, dall’altra chi chiede prudenza e rispetto per le sentenze.

Tra le frasi più ricorrenti compaiono richieste di riaprire tutto per presunti “errori giudiziari evidenti”, ma anche appelli a non lasciarsi trascinare dall’onda mediatica: “le sentenze vanno rispettate”.

Un caso che non si spegne: cosa può succedere adesso

In un clima sempre più polarizzato, il caso Garlasco resta uno dei più discussi della cronaca italiana. Nuove piste, vecchie certezze e un’opinione pubblica divisa continuano a spingere la vicenda al centro dell’attenzione.

La sensazione, ancora una volta, è che la verità resti difficile da afferrare: sospesa tra giustizia, dubbi e possibili sviluppi futuri legati alle indagini e alle valutazioni che ne conseguiranno.

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