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Botte e sediate, follia in Italia: poi quel gesto, tutto in pochi istanti

Pubblicato: 26/05/2026 18:27

Tensione altissima durante una riunione studentesca che avrebbe dovuto trasformarsi in un momento di confronto democratico e che invece è degenerata tra accuse reciproche, proteste e tafferugli. In pochi minuti l’assemblea si è trasformata in uno scenario di caos, con urla, sedie lanciate e interventi delle varie sigle politiche e sindacali.

Al centro dello scontro c’è la decisione di modificare il nome di una commissione interna, scelta che ha provocato la dura reazione degli studenti di sinistra e acceso immediatamente il clima all’interno della plenaria. Le tensioni sono rapidamente esplose, trascinando il dibattito ben oltre il semplice confronto politico.

I fatti sono avvenuti durante la plenaria della Consulta Studentesca Provinciale di Roma, dove la maggioranza di centrodestra ha approvato il cambio del nome della commissione “Antifascismo e memoria storica” in “Memoria storica e democrazia”. Una modifica contestata duramente dai rappresentanti della sinistra studentesca.

Secondo la Rete degli Studenti Medi, gli studenti vicini ad Azione Studentesca avrebbero reagito alla protesta con aggressioni fisiche e lanci di sedie. Anche il collettivo Osa ha parlato apertamente di “aggressione neofascista” contro gli studenti antifascisti che protestavano contro la rimozione della parola “antifascismo” dal nome della commissione.

Di tutt’altro tenore la versione fornita da Azione Studentesca, che accusa invece gli studenti di sinistra di aver assunto atteggiamenti intimidatori e violenti. Secondo il movimento, una consigliera sarebbe stata colpita durante gli scontri e sarebbero stati intonati cori con minacce di morte rivolte ai rappresentanti eletti.

Nel comunicato diffuso dopo gli scontri si parla anche di simboli delle P38 mostrati durante la protesta, elemento che ha ulteriormente acceso lo scontro politico. Un episodio definito “gravemente intimidatorio” dagli esponenti del centrodestra studentesco e da alcuni rappresentanti istituzionali intervenuti sulla vicenda.

A prendere posizione è stato anche il presidente della Consulta romana, Riccardo Maola, che ha denunciato presunte aggressioni ai danni della segretaria della CPS, una studentessa del liceo Giulio Cesare. “Hanno iniziato a lanciare sedie contro il tavolo di presidenza”, ha dichiarato, descrivendo momenti di forte tensione all’interno dell’assemblea.

Sul caso è intervenuta anche la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, che ha parlato di immagini “inquietanti” legate ai simboli delle P38 e agli anni di piombo. “Le assemblee studentesche devono essere luoghi di confronto democratico e partecipazione civile, non scenari di violenza”, ha dichiarato chiedendo un immediato ritorno al dialogo.

Dall’altra parte, la Cgil e il Partito Democratico hanno espresso solidarietà agli studenti antifascisti coinvolti nella protesta. Per Andrea Casu e Irene Manzi del Pd sarebbe “grave e incomprensibile” la decisione di eliminare la parola antifascismo dal nome della commissione senza un voto democratico dell’assemblea. Una vicenda che riaccende ancora una volta lo scontro politico e ideologico anche tra le nuove generazioni.

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