
Una normale visita medica, un appuntamento fissato senza particolari preoccupazioni e una giornata che avrebbe dovuto concludersi nel giro di poche ore. Poi il dramma improvviso, il panico, i soccorsi disperati e una vicenda destinata a lasciare un segno profondo non soltanto in una famiglia, ma anche nell’intera comunità che da mesi continua a interrogarsi su quanto accaduto.
Dietro le porte di uno studio odontoiatrico si sarebbe consumata una tragedia che oggi approda nelle aule di tribunale. Una storia fatta di dolore, di accertamenti tecnici e di responsabilità tutte ancora da chiarire. La procura ha ricostruito passaggi ritenuti decisivi, mentre la difesa continua a sostenere che quanto avvenuto sia stato il frutto di una fatalità imprevedibile. Sarà il processo a stabilire se vi siano state omissioni o errori durante l’intervento che ha preceduto il decesso della giovane paziente.
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Il rinvio a giudizio
I tre dentisti di Petrignano di Assisi, padre e due figlie, sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Gaia Pagliuca, la ragazza di 23 anni deceduta il 29 settembre 2024 dopo tre giorni di agonia in ospedale.
La decisione è stata presa dal giudice dell’udienza preliminare Natalia Giubilei, che ha disposto il processo per i tre professionisti. Il dibattimento inizierà il prossimo 20 gennaio davanti al giudice Giuseppe Narducci.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Annamaria Greco, la giovane si era presentata nello studio dentistico per una cura che, nel corso della seduta, si sarebbe trasformata nell’estrazione di un molare. Poco dopo sarebbe sopraggiunto il malore che ha poi portato al tragico epilogo.

Le contestazioni della procura
Al centro delle accuse ci sono le modalità con cui sarebbe stato eseguito l’intervento odontoiatrico. La procura contesta ai tre imputati di aver agito con “imprudenza, negligenza e imperizia”, oltre che in violazione delle linee guida e delle buone pratiche clinico-assistenziali.
Secondo la consulenza del medico legale Sergio Scalise Pantuso, ritenuta rilevante dagli inquirenti, alla ragazza sarebbero state somministrate sei fiale di anestetico in tempi ristretti. Sempre stando agli accertamenti confluiti nel fascicolo, l’intervento sarebbe stato effettuato senza un’adeguata preparazione preventiva e senza specifici esami strumentali.
Un ulteriore elemento finito sotto la lente riguarda il mancato utilizzo del defibrillatore durante le fasi concitate dei soccorsi nello studio dentistico. Circostanza che, secondo la relazione tecnica acquisita agli atti, avrebbe potuto avere un peso determinante prima dell’arrivo del 118 e del successivo trasferimento d’urgenza all’ospedale di Perugia.

La difesa dei professionisti
I tre dentisti, assistiti dall’avvocato Luca Maori, hanno respinto ogni addebito sostenendo di non aver commesso errori durante la seduta odontoiatrica. La difesa ha depositato una corposa consulenza tecnica nella quale viene esclusa la presenza di gravi mancanze professionali.
Per gli imputati, l’arresto cardiaco che ha colpito Gaia Pagliuca sarebbe stato una tragica fatalità non direttamente collegabile al loro operato. Una versione che non ha però impedito il rinvio a giudizio disposto dal gup.
Il dolore della famiglia
A seguire l’udienza con grande apprensione è stato anche Vincenzo Pagliuca, padre della giovane vittima, assistito dagli avvocati Simone Moriconi ed Elena Belia. Pur non essendosi costituito parte civile, l’uomo continua a chiedere che venga fatta piena luce su quanto accaduto alla figlia.
Il padre della ragazza ha ricordato i momenti drammatici vissuti nello studio dentistico, quando avrebbe assistito ai tentativi di rianimazione eseguiti sulla poltrona odontoiatrica subito dopo il malore della giovane.
Ora sarà il processo a dover chiarire eventuali responsabilità nella morte della 23enne, una vicenda che continua a scuotere profondamente l’Umbria e l’intera comunità di Petrignano di Assisi.


