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Garlasco, l’audio in auto che riaccende il caso: cosa dicono le intercettazioni

Pubblicato: 28/05/2026 09:48

Nuovi sviluppi riportano sotto i riflettori il delitto di Garlasco e la nuova inchiesta legata alla morte di Chiara Poggi. Dopo l’avviso di conclusione delle indagini notificato ad Andrea Sempio, l’attenzione si concentra ora sulle intercettazioni ambientali registrate nelle auto di persone considerate vicine all’indagato.

A far discutere, nelle ultime ore, è soprattutto una registrazione attribuita a Mattia Capra, amico storico di Andrea Sempio e Marco Poggi. Un contenuto che, tra interpretazioni e smentite, sta alimentando un confronto acceso tra investigatori, difese e opinione pubblica.

Dove sono emerse le registrazioni e perché fanno rumore

Le registrazioni sono state pubblicate da Fabio Amendolara su Panorama e successivamente mostrate anche durante il programma “Dentro la notizia” su Canale 5. Secondo gli investigatori, alcuni passaggi potrebbero avere un possibile rilievo nel quadro della nuova inchiesta sul caso Chiara Poggi.

La difesa, invece, respinge letture accusatorie: sostiene che molti dei monologhi registrati siano commenti spontanei o riflessioni nate dal bombardamento mediatico, tra trasmissioni televisive e podcast dedicati al caso.

La microspia nell’auto di Mattia Capra e la data dell’audio

La nuova intercettazione riguarda proprio Mattia Capra. Secondo quanto riportato, gli investigatori avrebbero installato una microspia anche nella sua automobile.

Il dialogo registrato risalirebbe all’11 marzo 2025, in un periodo in cui si tornava a parlare della possibile ipotesi investigativa secondo cui Andrea Sempio avrebbe potuto agire insieme ad altre persone.

Le frasi trascritte: frammenti, silenzi e numeri ripetuti

Nel monologo trascritto emergono frasi spezzate e passaggi definiti particolarmente delicati. “Se l’avessi ammazzata non sarei…”, avrebbe detto Capra prima di interrompersi. Poi ancora: “Ma sei fidanzata… io… ti volevo”.

Seguono lunghi silenzi e una sequenza di numeri pronunciati ad alta voce: “Dieci… venti… trenta… quaranta…”, fino a novanta, per poi ricominciare da capo.

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Il tono da interrogatorio immaginario e le parole sull’indagine

Secondo quanto riportato nell’articolo pubblicato da Panorama, il tono del discorso assumerebbe quasi la forma di un interrogatorio immaginario. “No… non commetto crimini… ok?… mi sento un pochino accusato in questo momento… non so di cosa stia parlando”, si sentirebbe nella registrazione.

E ancora: “Chiedimi… dammi la domanda… fammi la domanda corretta”. Un passaggio che, nelle ricostruzioni, viene considerato tra quelli più discussi proprio per la sua impostazione e per il contesto in cui sarebbe maturato.

Il riferimento a “Chiara” e l’effetto mediatico sul caso Garlasco

Tra i punti che hanno riacceso l’attenzione mediatica c’è anche il riferimento a una ragazza di nome Chiara: “Credo che nessuno vedesse Chiara in quel modo” e “Ero invaghito, era la donna della mia vita”. In un altro punto della registrazione si sentirebbe ancora: “Ero un po’ sfigatino”, seguito dalla frase: “Minchia… sono sotto indagine”.

È proprio il nome “Chiara” ad aver alimentato le interpretazioni più controverse, con alcuni che lo hanno collegato a Chiara Poggi. Ma il quadro, secondo la difesa, sarebbe molto più complesso e non riducibile a un’associazione automatica.

L’intervento dell’avvocatessa Taccia: “Non è Chiara Poggi”

Durante la trasmissione “Dentro la notizia” è intervenuta anche l’avvocatessa Angela Taccia, amica di Andrea Sempio e del gruppo di amici coinvolti nella vicenda, con l’obiettivo di ridimensionare l’interpretazione delle frasi.

“Chiara Poggi non era l’unica Chiara di Garlasco”, ha dichiarato la legale, spiegando che il riferimento contenuto nell’intercettazione riguarderebbe un’altra persona frequentata dal gruppo di amici. “Non è un soliloquio riferito a Chiara Poggi. So di chi stava parlando. È l’ennesima suggestione che esce”, ha aggiunto Taccia.

Il nodo centrale: valore indiziario o frasi fuori contesto?

La battaglia sulle intercettazioni si preannuncia centrale nelle prossime fasi dell’inchiesta. Da una parte, gli investigatori ritengono che quei monologhi possano avere un valore indiziario. Dall’altra, la difesa insiste: si tratterebbe di contenuti estrapolati dal contesto e, quindi, privi di un reale significato accusatorio.

Intanto il caso Garlasco continua a dividere opinione pubblica e trasmissioni televisive, tra nuove registrazioni, analisi investigative e interpretazioni opposte di ogni dettaglio emerso nelle ultime settimane.

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