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“Mi ha proposto la roba…”. Sempio intercettato, coinvolto anche lui: insospettabile

Pubblicato: 04/06/2026 11:07

Nel quadro complesso delle indagini riaperte sul caso Garlasco, l’attenzione degli inquirenti si concentra su una serie di accertamenti definiti “indagine sull’indagine”, che stanno cercando di ricostruire la correttezza delle valutazioni compiute nel corso del procedimento del 2017 legato alla posizione di Andrea Sempio nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Un lavoro investigativo che intreccia atti giudiziari, intercettazioni e passaggi procedurali ancora oggetto di verifica.

Il punto centrale dell’attuale fase riguarda la tenuta dell’impianto accusatorio relativo all’ipotesi di corruzione nei confronti dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, già coinvolto nel filone che aveva portato alla richiesta di archiviazione della posizione di Sempio. Le valutazioni contenute nelle ultime informative dei Carabinieri di Pavia sembrano tuttavia ridimensionare in modo significativo tale ipotesi.
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Intercettazione di Sempio e valutazioni degli inquirenti

Al centro dell’attenzione investigativa si trova una delle intercettazioni di Andrea Sempio, considerata un elemento chiave nel fascicolo bresciano. Proprio da questo passaggio emergerebbero alcune dichiarazioni ritenute rilevanti dagli inquirenti, ma non tali da costituire un riscontro determinante per sostenere l’accusa di corruzione.

Secondo quanto riportato nelle informative, non sarebbero infatti emersi elementi decisivi a supporto dell’ipotesi che Venditti abbia ricevuto somme di denaro in relazione alla richiesta di archiviazione del 2017. L’analisi del materiale investigativo non avrebbe consolidato la ricostruzione accusatoria inizialmente ipotizzata.

Il tema delle intercettazioni resta comunque uno dei nodi centrali dell’intero procedimento, soprattutto per la loro funzione nel delineare i rapporti tra i soggetti coinvolti e nel chiarire eventuali dinamiche interne alla gestione del caso.

Posizione di Venditti e possibile archiviazione

Alla luce degli ultimi sviluppi, la posizione dell’ex magistrato Mario Venditti appare orientata verso una possibile archiviazione. I pubblici ministeri Donato Grego e Alessio Bernardi starebbero valutando proprio questa direzione, considerando l’assenza di elementi sufficienti per sostenere l’impianto accusatorio.

Una decisione di questo tipo avrebbe effetti anche sul piano procedurale. Verrebbe infatti meno il presupposto normativo che aveva radicato la competenza territoriale a Brescia, legata alla presenza di magistrati del distretto milanese tra gli indagati. In tale scenario, il fascicolo potrebbe tornare alla Procura di Pavia per competenza originaria.

Il nodo dell’intercettazione e il filone investigativo

Il filone investigativo bresciano si intreccia con ulteriori posizioni ancora al vaglio della magistratura, tra cui quella di alcuni appartenenti all’Arma dei Carabinieri. L’informativa depositata nelle ultime ore avrebbe infatti evidenziato profili che potrebbero portare a una diversa valutazione delle loro condotte.

Parallelamente, restano sotto esame anche le posizioni di alcuni legali coinvolti nel procedimento, tra cui gli avvocati Massimo Lovati, Federico Soldani e Simone Grassi, che avrebbero riferito agli inquirenti di aver ricevuto somme in contanti per spese legali non documentate.

Sul fronte investigativo, particolare attenzione viene riservata anche al contenuto di alcune conversazioni intercettate, tra cui quelle che coinvolgono l’ex maresciallo Giuseppe Spoto e il luogotenente Silvio Sapone, elementi che continuano a essere analizzati nel quadro più ampio dell’indagine.

L’archiviazione del 2017 e la ricostruzione difensiva

Al centro del procedimento resta comunque la decisione di archiviazione del 2017 relativa alla posizione di Andrea Sempio, all’epoca indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. È proprio su questo passaggio che si è innestata la successiva riapertura del caso e l’ipotesi di una possibile irregolarità.

Nel corso delle verifiche, era stato rinvenuto anche un appunto manoscritto durante una perquisizione nell’abitazione della famiglia Sempio, in cui compariva un riferimento a una presunta somma di denaro collegata all’archiviazione. Un elemento che gli investigatori avevano inizialmente valutato come possibile indizio di accordi illeciti, ma che non ha trovato riscontri definitivi.

Secondo la ricostruzione difensiva, si sarebbe trattato invece di una stima interna di costi legali e non di un riferimento a pagamenti illeciti.

Le posizioni difensive e le contestazioni

La difesa di Mario Venditti ha respinto ogni ipotesi di condotta illecita, sottolineando come l’archiviazione del 2017 fosse stata adottata sulla base della convinzione della responsabilità di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.

Secondo il legale dell’ex magistrato, Domenico Aiello, l’attività investigativa avrebbe presentato criticità nella fase iniziale, con particolare riferimento alla gestione delle perquisizioni e alla costruzione dell’ipotesi accusatoria. Viene inoltre contestata la tempistica delle iniziative giudiziarie e la loro esposizione mediatica.

La vicenda resta dunque aperta sul piano giudiziario, ma l’attuale quadro investigativo sembra orientarsi verso una progressiva riduzione delle ipotesi di accusa, soprattutto per quanto riguarda il profilo della presunta corruzione.

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Ultimo Aggiornamento: 04/06/2026 11:08

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