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“Anche Cobolli dopo Arnaldi…”. Roland Garros, la notizia che spaventa gli italiani

Pubblicato: 06/06/2026 10:01

Quella che doveva essere una storica semifinale italiana al Roland Garros non è mai andata in scena. Il forfait di Matteo Arnaldi, costretto al ritiro a causa di un virus, ha spalancato le porte della finale a Flavio Cobolli, qualificato senza scendere in campo. Una situazione che ha inevitabilmente lasciato l’amaro in bocca a entrambi i protagonisti.

Cobolli ha ottenuto il pass per l’ultimo atto del torneo parigino senza disputare il match, ma la sua soddisfazione è stata accompagnata dalla preoccupazione per le condizioni dell’amico e connazionale. I due tennisti si sono presentati insieme davanti ai giornalisti per spiegare quanto accaduto nelle ore precedenti alla semifinale.

Proprio quella conferenza stampa, però, ha acceso una polemica nel mondo del tennis. Arnaldi e Cobolli erano infatti seduti nella stessa sala, a pochi posti di distanza l’uno dall’altro, nonostante il ligure avesse appena comunicato di essere stato colpito da una malattia di origine virale.

Il tennista di Sanremo ha raccontato nel dettaglio il difficile decorso che lo ha costretto a rinunciare alla partita più importante della sua carriera. Tutto sarebbe iniziato durante la cena della vigilia, quando ha avvertito i primi segnali di malessere.

«A cena ho iniziato a sentirmi un po’ così così con lo stomaco», ha spiegato Arnaldi. Durante la notte la situazione è peggiorata rapidamente. «Mi sono svegliato all’una di notte e ho iniziato a vomitare. Non mi sentivo per niente bene. Verso le sei-sette del mattino ho vomitato di nuovo». A quel punto è stato necessario l’intervento dei medici del torneo.

Secondo il tennista azzurro, all’origine del problema ci sarebbe stato un virus. «Penso che sia un virus perché sentivo molto freddo. Credo di aver avuto la febbre durante la giornata», ha raccontato. Una condizione che gli avrebbe impedito persino di alimentarsi e idratarsi correttamente. «Non riesco a muovermi, non riesco a mangiare e non riesco a bere, quindi non c’era davvero alcuna possibilità che potessi giocare».

Le dichiarazioni di Arnaldi hanno però generato numerosi interrogativi tra addetti ai lavori e appassionati. Se il giocatore era realmente alle prese con una malattia virale, in molti si sono chiesti perché fosse presente nella stessa stanza del finalista del torneo a meno di quarantotto ore dall’atto conclusivo del Roland Garros.

Tra le voci più critiche c’è stata quella dell’ex tennista americana Sloane Stephens, che ha espresso apertamente le proprie perplessità sulla gestione della situazione. «Se si tratta davvero di una malattia virale, allora perché diamine Arnaldi e Cobolli sono nella stessa stanza per una conferenza stampa? Con il distanziamento sociale o meno», ha commentato.

La questione ha rapidamente acceso il dibattito sui social e tra gli esperti del circuito. Molti hanno evidenziato come non siano state adottate particolari misure di precauzione per tutelare Cobolli dal rischio di contagio alla vigilia della finale. Una scelta che continua a far discutere e che rischia di diventare uno dei temi più controversi di questa edizione del Roland Garros.

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