Vai al contenuto

Esplode bomba della Seconda Guerra Mondiale nel Mediterraneo: le immagini

Pubblicato: 09/06/2026 21:22

Uno spettacolare cono d’acqua e schiuma si è sollevato al largo di Civitavecchia durante le operazioni di brillamento di un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale rinvenuto sui fondali marini davanti alla costa laziale.

L’intervento ha coinvolto il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia, il Nucleo Sommozzatori della Stazione Navale e i palombari della Marina Militare, che hanno messo in sicurezza l’area e provveduto alla distruzione dell’ordigno.

Il ritrovamento a 36 metri di profondità

La scoperta risale al 19 maggio scorso, durante alcune attività di perlustrazione subacquea lungo il litorale laziale. I militari hanno individuato un manufatto compatibile con una mina italiana della Seconda Guerra Mondiale.

L’ordigno si trovava a circa 36 metri di profondità, nella zona di La Frasca, a nord di Civitavecchia. Secondo quanto emerso, pesava circa 200 chilogrammi ed era adagiato su un fondale sabbioso-fangoso, parzialmente ricoperto da incrostazioni marine e resti di reti da pesca.

Scattate le misure di sicurezza

Dopo il ritrovamento, la Guardia di Finanza ha immediatamente informato la Capitaneria di Porto, facendo scattare tutte le procedure previste per garantire la sicurezza della navigazione, dei bagnanti e dell’ambiente marino.

L’area è stata monitorata e interdetta fino al completamento delle operazioni di bonifica.

L’intervento dei palombari della Marina

Per la rimozione dell’ordigno è stato attivato il Nucleo SDAI di La Spezia (Sminamento Difesa Anti Mezzi Insidiosi) della Marina Militare.

I palombari hanno trasferito la mina in una zona sicura al largo della costa e successivamente hanno proceduto al brillamento controllato.

L’esplosione ha generato un’imponente colonna d’acqua visibile a grande distanza, senza provocare danni o criticità.

Un pericolo rimasto nascosto per decenni

L’episodio conferma come, a oltre ottant’anni dalla fine del conflitto mondiale, i fondali italiani continuino a restituire ordigni rimasti inesplosi e potenzialmente pericolosi.

Grazie al coordinamento tra Guardia di Finanza, Guardia Costiera e Marina Militare, l’operazione si è conclusa con successo, eliminando un rischio per la sicurezza della navigazione e dell’ecosistema marino della zona.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure