
Nuovo allarme sicurezza attorno ai Mondiali 2026. Il gruppo di hacker Handala, considerato vicino all’Iran, ha rivendicato un presunto attacco informatico contro i sistemi del Federal Bureau of Investigation (FBI), sostenendo di aver avuto accesso per mesi ai dati raccolti dai droni utilizzati dalle autorità statunitensi. Contestualmente, il collettivo ha lanciato un messaggio minaccioso rivolto agli organizzatori della Coppa del Mondo, che si sta disputando tra Stati Uniti, Canada e Messico.
Le dichiarazioni hanno immediatamente attirato l’attenzione delle autorità e degli esperti di cybersicurezza, anche se restano forti dubbi sulla reale portata dell’operazione e sull’autenticità delle prove diffuse online.
La rivendicazione: “Abbiamo accesso ai droni dell’FBI”
Secondo quanto affermato dagli hacker, i sistemi compromessi riguarderebbero droni impiegati dall’FBI nelle attività di sicurezza e monitoraggio. Handala sostiene di aver avuto accesso alle immagini raccolte dai velivoli e alle informazioni relative ai soggetti monitorati durante le operazioni.
Il gruppo ha dichiarato che i droni sarebbero dotati di tecnologie avanzate di riconoscimento facciale e lettura automatica delle targhe, strumenti normalmente utilizzati nelle attività di prevenzione e contrasto al terrorismo. Le autorità americane non hanno confermato pubblicamente le affermazioni diffuse dagli hacker.
La minaccia alla Coppa del Mondo
A preoccupare maggiormente sono state le frasi rivolte direttamente agli organizzatori del Mondiale 2026. Nel messaggio diffuso online, Handala ha invitato gli Stati Uniti a rafforzare le misure di sicurezza del torneo, accompagnando l’avvertimento con riferimenti ai droni FPV, velivoli telecomandati spesso utilizzati anche in ambito militare.
Il gruppo ha lasciato intendere che alcuni obiettivi legati alla competizione potrebbero essere vulnerabili, alimentando i timori legati alla sicurezza di uno degli eventi sportivi più importanti al mondo.
Proprio per prevenire possibili minacce, le autorità statunitensi hanno già vietato il sorvolo degli stadi e delle aree dedicate ai tifosi da parte di velivoli non autorizzati.
I dubbi sulle prove diffuse dagli hacker
Nonostante la gravità delle dichiarazioni, diversi esperti invitano alla prudenza. Il SITE Intelligence Group, organizzazione specializzata nel monitoraggio delle attività online di gruppi estremisti e organizzazioni ostili, ha infatti contestato parte del materiale pubblicato da Handala.
Secondo gli analisti, uno dei video utilizzati come presunta prova dell’accesso ai droni dell’FBI sarebbe in realtà riconducibile a un progetto tecnologico risalente al 2024 dedicato alla simulazione e alla valutazione dei danni provocati dai tornado.
Questa circostanza alimenta i dubbi sulla reale portata dell’operazione e sulla veridicità delle affermazioni diffuse dal gruppo.
Tensioni geopolitiche e rischio cyber
La vicenda si inserisce in un contesto internazionale particolarmente delicato, segnato dalle crescenti tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran. Negli ultimi mesi le autorità americane hanno più volte segnalato il rischio di attacchi informatici riconducibili a soggetti legati alla Repubblica Islamica.
Handala era già finito al centro dell’attenzione a marzo, quando aveva sostenuto di aver compromesso l’account di posta elettronica del direttore dell’FBI Kash Patel, diffondendo materiale personale e documenti riservati.
Proprio a seguito di queste attività, il Dipartimento di Stato americano ha annunciato una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per informazioni utili all’identificazione dei membri del gruppo.
Massima attenzione in vista delle prossime partite
Anche se le rivendicazioni non sono state confermate ufficialmente, l’episodio evidenzia come la cybersicurezza rappresenti uno dei principali fronti di rischio per i grandi eventi internazionali.
Le autorità statunitensi e gli organismi incaricati della sicurezza del torneo continuano a monitorare la situazione, mentre gli esperti sottolineano la necessità di verificare attentamente l’autenticità dei materiali diffusi dagli hacker prima di trarre conclusioni definitive.
Nel frattempo resta alta l’attenzione attorno ai Mondiali 2026, che si svolgono in un contesto geopolitico e tecnologico sempre più complesso.


