
Una vicenda drammatica scuote il Veneto, dove un ragazzo di 17 anni avrebbe confessato di aver ucciso la propria zia e di aver successivamente occultato il cadavere in un canale. Il delitto sarebbe avvenuto a San Stino di Livenza, in provincia di Venezia, e avrebbe come vittima Chiara Guerra, insegnante di 53 anni molto conosciuta nella comunità locale. La confessione sarebbe arrivata nel corso della notte durante l’interrogatorio condotto dagli investigatori, mentre proseguono senza sosta le ricerche del corpo della donna.
L’inchiesta si concentra ora sulla ricostruzione esatta dell’accaduto e sul possibile movente che avrebbe portato il giovane a compiere un gesto così estremo.
La confessione del nipote
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’omicidio risalirebbe a giovedì 12 giugno. Il diciassettenne avrebbe ammesso le proprie responsabilità dopo essere stato interrogato dagli investigatori coordinati dal pubblico ministero Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone.
Data la minore età del ragazzo, il fascicolo è stato successivamente trasmesso alla Procura per i minorenni di Trieste, che seguirà gli sviluppi dell’inchiesta. Gli investigatori stanno cercando di verificare ogni dettaglio della versione fornita dal giovane e di ricostruire con precisione le fasi successive all’omicidio.
Il racconto choc: il corpo trasportato fino al canale
Stando a quanto riferito agli inquirenti, il ragazzo avrebbe trasportato il cadavere della zia utilizzando una carriola, coprendo il corpo con un grande telo. Successivamente lo avrebbe gettato nel canale Malgher, poco distante dall’abitazione.
La circostanza ha particolarmente colpito gli investigatori, che stanno verificando il percorso effettuato dal giovane. Per raggiungere il canale sarebbe infatti stato necessario attraversare una parte del centro abitato della cittadina veneziana, che conta circa dodicimila residenti.
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che il diciassettenne presenta un polso fratturato e alcune ferite superficiali. Elementi che potrebbero essere compatibili con una colluttazione avvenuta prima del delitto. In un primo momento il ragazzo avrebbe spiegato di essersi procurato la frattura a causa di una caduta accidentale.
L’ipotesi del movente familiare
Tra le piste seguite dagli investigatori vi sono alcuni gravi dissidi familiari che da tempo avrebbero creato tensioni all’interno della famiglia. Una delle ipotesi al vaglio riguarda possibili contrasti legati a questioni ereditarie che avrebbero coinvolto la vittima e il padre del ragazzo.
La donna e il nipote vivevano nello stesso stabile e gli inquirenti stanno cercando di comprendere se tali tensioni possano aver avuto un ruolo determinante nella tragedia. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa e gli approfondimenti investigativi proseguono su più fronti.
Continuano le ricerche di Chiara Guerra
Nonostante la confessione del giovane, il corpo della donna non è stato ancora ritrovato. Le ricerche sono iniziate nella serata di sabato e sono proseguite anche nella giornata di domenica con l’impiego di numerose squadre di soccorso.
Ai vigili del fuoco del territorio si sono aggiunti i sommozzatori specializzati provenienti da Venezia, impegnati nelle operazioni lungo il corso del canale indicato dal ragazzo. Le attività erano state sospese durante la notte per motivi di sicurezza e sono riprese alle prime luci dell’alba.
Chi era Chiara Guerra
La vittima, Chiara Guerra, aveva 53 anni, viveva sola e insegnava italiano nelle scuole medie della zona. Era molto conosciuta e apprezzata per il suo lavoro e per il rapporto che riusciva a instaurare con gli studenti.
Colleghi, ex alunni e famiglie la descrivono come una docente preparata e appassionata, capace di trasmettere ai ragazzi l’amore per la lingua e la letteratura. La notizia della sua scomparsa e delle circostanze emerse nelle ultime ore ha profondamente colpito l’intera comunità di San Stino di Livenza.


