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“Annullata”. Guerra, la notizia proprio in questi minuti

Pubblicato: 18/06/2026 19:49

La guerra diplomatica tra Stati Uniti e Iran entra in una nuova fase. Il memorandum per la fine del conflitto in Medio Oriente è stato firmato digitalmente da entrambe le parti ed è ufficialmente entrato in vigore. La conferma è arrivata nella notte sia da Washington sia da Teheran, aprendo una finestra negoziale che potrebbe ridisegnare gli equilibri della regione.

L’intesa avrebbe dovuto essere accompagnata da una cerimonia ufficiale prevista per domani in un resort sul lago di Lucerna, in Svizzera. Tuttavia, secondo il Ministero degli Esteri del Pakistan, Paese che ha svolto un ruolo di mediazione, l’evento sarebbe stato annullato. Restano invece confermati i contatti diplomatici per definire l’attuazione concreta dell’accordo.

A illustrare i dettagli dell’intesa è stato il vicepresidente americano JD Vance, che ha spiegato come da oggi decorra il periodo di 60 giorni di negoziato previsto dal memorandum. Un arco temporale durante il quale le parti dovranno affrontare i nodi più delicati, a partire dal programma nucleare iraniano e dalla sicurezza delle rotte energetiche.

Vance ha definito l’accordo una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti, sostenendo che gli Stati Uniti abbiano raggiunto gli obiettivi strategici prefissati senza concedere nuove risorse economiche a Teheran. «L’Iran non riceverà un centesimo dagli Usa», ha ribadito, respingendo le indiscrezioni secondo cui Washington sarebbe pronta a stanziare fondi miliardari per sostenere l’intesa.

Sul fronte energetico, uno dei punti più rilevanti riguarda lo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il commercio mondiale di petrolio. Vance ha annunciato la riapertura della rotta marittima, sottolineando che nelle ore successive alla firma del memorandum milioni di barili di greggio e numerose navi iraniane hanno già attraversato l’area senza incidenti.

Parallelamente, il Centcom ha comunicato la revoca del blocco americano sul traffico marittimo diretto verso i porti iraniani. Le forze statunitensi resteranno comunque nell’area per monitorare il rispetto degli impegni sottoscritti e garantire la sicurezza della navigazione.

Non sono mancate le tensioni politiche. Vance ha rivolto parole molto dure ad alcuni esponenti del governo israeliano, invitando Israele a sostenere il percorso diplomatico invece di ostacolarlo. In particolare, ha criticato i ministri più radicali dell’esecutivo, sostenendo che la forza militare non possa rappresentare l’unica risposta alle sfide della sicurezza regionale.

Anche il presidente americano Donald Trump è intervenuto per difendere l’accordo. Attraverso il suo social Truth ha definito il memorandum un successo strategico per gli Stati Uniti, negando categoricamente l’esistenza di un presunto piano da 300 miliardi di dollari destinato all’Iran. Secondo Trump, l’intesa contribuirà a ridurre i prezzi del petrolio e a rafforzare la stabilità economica.

Da Teheran, il presidente Masoud Pezeshkian ha parlato di un «accordo storico», fondato sul rispetto reciproco e sulla volontà di costruire una pace duratura. Resta però aperta la partita più complessa: quella sull’uranio arricchito, sul futuro del programma nucleare iraniano e sulle modalità di verifica dell’intesa. Saranno questi i temi centrali dei prossimi sessanta giorni, decisivi per trasformare il memorandum in una pace concreta e duratura.

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Ultimo Aggiornamento: 18/06/2026 19:58

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