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“Stasi ha cambiato versione”: Garlasco, viene fuori tutto

Pubblicato: 26/06/2026 10:34
Schermata dello speciale di Quarto Grado sul delitto di Garlasco

L’attenzione sul delitto di Garlasco non cala e, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, nuovi approfondimenti tornano a riportare sotto i riflettori elementi già passati al vaglio e aspetti legati alla nuova inchiesta. Nello speciale di “Quarto Grado”, andato in onda giovedì 25 giugno 2026, la trasmissione ha ricostruito gli ultimi sviluppi collegati alle attività della Procura di Pavia.

Nel corso della puntata sono stati ripercorsi i principali filoni dell’indagine, con un’attenzione particolare agli accertamenti scientifici e ai passaggi che potrebbero pesare sulle prossime valutazioni investigative. Al centro del racconto, ancora una volta, il capitolo del materiale genetico repertato sulla scena del crimine, considerato un punto chiave negli approfondimenti in corso.

Il Dna nella nuova inchiesta

Durante lo speciale, il tema del Dna è stato indicato come uno degli aspetti più rilevanti. Secondo quanto riferito in trasmissione, per la Procura di Pavia si tratterebbe di “un perno della nuova indagine”.

In particolare, sotto le unghie di Chiara Poggi sarebbe presente un aplotipo Y attribuibile alla linea maschile di Andrea Sempio; allo stesso tempo, sarebbero emersi anche altri profili genetici che gli inquirenti ritengono necessario approfondire.

Alberto Stasi in un'immagine legata al caso del delitto di Garlasco
Chiara Poggi in una foto collegata al caso del delitto di Garlasco

L’interrogatorio del 20 maggio 2025 e l’incidente probatorio

Lo stesso argomento era già stato affrontato, secondo quanto ricostruito, durante l’interrogatorio di Alberto Stasi del 20 maggio 2025. A condurlo era stato il procuratore di Pavia Fabio Napoleone, prima dell’incidente probatorio che ha consolidato le analisi svolte dalla genetista incaricata dalla Procura, Denise Albani.

Il quadro, per come è stato presentato, evidenzia come gli accertamenti scientifici restino al centro della discussione: un terreno delicato, che può incidere sui prossimi passaggi dell’inchiesta e sulle valutazioni investigative.

Nuzzi in studio: “la Procura ritiene che Stasi sia estraneo”

Nella parte finale dello speciale, l’attenzione si è spostata su Alberto Stasi. In studio, Gianluigi Nuzzi ha affermato: “La Procura di Pavia ritiene che Stasi sia completamente estraneo all’omicidio di Chiara Poggi ma, a mio avviso, c’è un giallo”.

La frase ha riaperto il confronto su alcune incongruenze discusse nel tempo e riprese anche in questa occasione, tornando a sollevare interrogativi su passaggi del racconto e sulle letture possibili dei dettagli emersi negli anni.

La luce delle scale: il dettaglio contestato nel racconto di Stasi

Secondo quanto riportato nel corso della trasmissione, nell’interrogatorio di un anno fa Stasi avrebbe fornito un dettaglio diverso rispetto a quanto dichiarato in precedenza, sostenendo per la prima volta che la luce delle scale fosse accesa. All’epoca dei fatti, invece, aveva riferito che quella luce fosse spenta.

Il passaggio è stato indicato come una delle discrepanze che, negli anni, hanno alimentato domande sull’attendibilità del racconto. In trasmissione è stato ricordato che, a seconda delle letture, il cambiamento potrebbe essere messo in relazione alle condizioni psicologiche del momento oppure considerato un elemento problematico nella ricostruzione.

Commenti e reazioni: “vogliono incastrare Sempio”

Il tema delle contraddizioni di Alberto Stasi è stato più volte al centro di analisi e confronti nel corso dei procedimenti. Nello speciale sono stati richiamati anche alcuni commenti apparsi sui social. Tra questi: “Vogliono incastrare Sempio”. E ancora: “La verità su Stasi esce fuori, tutto costruito a tavolino”.

Si tratta di reazioni che, pur restando sul piano del dibattito pubblico, mostrano quanto il caso continui a dividere e a generare interpretazioni contrapposte, mentre gli approfondimenti restano nelle mani degli inquirenti.

Andrea Sempio in un'immagine collegata agli sviluppi sul delitto di Garlasco

Interruttori e rilievi: cosa è stato detto sugli accertamenti dei Ris

Nel racconto proposto nello speciale è stato posto anche un interrogativo legato al possibile utilizzo dell’interruttore: se la luce fosse stata accesa da una terza persona, in teoria si sarebbero potuti cercare riscontri utili. Tuttavia, è stato ricordato che i Ris non avrebbero effettuato accertamenti specifici sul pulsante in questione.

Sugli interruttori del piano, secondo quanto riportato, venne utilizzata polvere dattiloscopica, ma senza esiti: non sarebbero state trovate impronte utilitracce di sangue. Un elemento che, ancora oggi, continua a essere richiamato nel dibattito sul caso di cronaca nera legato al delitto di Garlasco.

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