
Una vasta operazione dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Brescia ha colpito una presunta organizzazione dedita al traffico transnazionale illecito di rifiuti, con ramificazioni in diverse regioni italiane e collegamenti fino al Pakistan. L’intervento, scattato all’alba di giovedì 16 luglio, è coordinato dalla Procura della Repubblica di Brescia e dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che hanno ottenuto dal Gip l’emissione delle misure cautelari.
Il blitz in sette province italiane
L’indagine, che ha come epicentro la provincia di Brescia, ha richiesto il coinvolgimento di numerosi reparti dell’Arma. Oltre al comando provinciale bresciano, stanno operando i militari delle province di Milano, Bergamo, Mantova, Treviso, Vicenza e Caserta, impegnati nell’esecuzione di perquisizioni e provvedimenti cautelari.
Complessivamente sono due le persone destinatarie di misure cautelari, mentre sono in corso 14 perquisizioni. In provincia di Brescia è stato inoltre sequestrato un impianto di trattamento dei rifiuti, ritenuto dagli investigatori uno dei punti chiave dell’attività illecita.
Il presunto traffico fino al Pakistan
Secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo avrebbe organizzato una complessa rete di spedizioni illegali di rifiuti, movimentando ingenti quantitativi di materiale ben oltre i confini nazionali. Le destinazioni avrebbero interessato diversi Paesi europei e, soprattutto, il Pakistan, configurando così un presunto traffico internazionale di rifiuti.
Gli indagati sono gravemente indiziati del reato di traffico transnazionale di rifiuti, un’attività che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata gestita attraverso una rete logistica strutturata e in grado di eludere i controlli.
Attesi i dettagli dell’inchiesta
L’operazione è ancora in corso e nelle prossime ore Procura e Carabinieri illustreranno i risultati del blitz. Saranno resi noti l’identità delle persone coinvolte, la natura dei rifiuti oggetto del presunto traffico e gli ulteriori elementi emersi dall’indagine, che punta a ricostruire l’intera filiera delle spedizioni illecite tra l’Italia e l’Asia.


