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La Camera approva la legge elettorale. Schlein: «Meloni ossessionata da chi ha tradito, ma è lei che ha tradito gli italiani»

Pubblicato: 16/07/2026 11:53

La nuova legge elettorale supera il primo esame del Parlamento. La Camera ha approvato il testo con 217 voti favorevoli, 152 contrari e due astensioni, dando il via libera alla riforma che ora passa al vaglio del Senato. Un risultato arrivato dopo giorni di tensioni nella maggioranza, esplose soprattutto sul tema delle preferenze: il centrodestra è andato sotto di un voto martedì sull’emendamento di Fratelli d’Italia, mentre mercoledì la proposta sostenuta dai vannacciani ha raccolto un consenso più ampio, segnando però nuove fratture interne. Sullo sfondo resta l’ipotesi di elezioni anticipate, con Giorgia Meloni che valuta la tenuta della coalizione.

11:46 – Le novità della riforma: premio di maggioranza e liste bloccate
La legge elettorale approvata dalla Camera introduce un sistema misto, con una componente proporzionale accompagnata da un premio di maggioranza. Il premio sarà assegnato alla lista o coalizione che raggiungerà almeno il 42% dei voti in entrambe le Camere e prevede 70 seggi alla Camera e 35 al Senato. Il testo stabilisce anche un tetto massimo ai seggi ottenibili con il premio: 220 deputati e 113 senatori.

La riforma elimina i collegi uninominali e conferma le liste bloccate, senza la possibilità per gli elettori di esprimere una preferenza. Ogni partito potrà presentare liste con un massimo di sei candidati per collegio plurinominale. Restano inoltre lo sbarramento del 3% per le liste singole e del 10% per le coalizioni.

Tra le altre novità figurano l’indicazione del candidato premier nel programma elettorale, nuove regole sulle candidature, modifiche al voto degli italiani all’estero e la possibilità per alcuni fuori sede di votare nel comune di domicilio temporaneo.

11:41 – Approvata la legge elettorale: 217 sì, il testo passa al Senato
La Camera approva definitivamente il testo della riforma elettorale nella sua prima lettura. I voti favorevoli sono stati 217, quelli contrari 152, mentre due deputati si sono astenuti. Ora la partita si sposta a Palazzo Madama, dove il governo dovrà verificare nuovamente i numeri.

11:38 – Tabacci: «È una legge scellerata, cambia la natura della democrazia»
Dura la posizione di Bruno Tabacci, che annuncia il proprio voto contrario. «Esprimo con sofferenza voto contrario», ha dichiarato, definendo il provvedimento una «legge scellerata». Secondo Tabacci, la riforma introdurrebbe «un premierato nascosto» e modificherebbe gli equilibri della democrazia parlamentare senza un passaggio costituzionale.

11:30 – Aula gremita, proteste delle opposizioni
L’Aula della Camera si è riempita in vista del voto finale. Presenti anche diversi ministri, tra cui Giancarlo Giorgetti, Francesco Lollobrigida, Carlo Nordio e Luca Ciriani. Durante la seduta non sono mancate le proteste delle opposizioni, con cartelli esposti da Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Il presidente di Montecitorio Lorenzo Fontana ha richiamato più volte i deputati alla calma.

10:00 circa – Il nodo delle preferenze divide il centrodestra
La tensione nella maggioranza nasce soprattutto dal capitolo preferenze. Martedì l’emendamento di Fratelli d’Italia è stato respinto con uno scarto minimo: 188 voti contrari contro 187 favorevoli. Una sconfitta arrivata a scrutinio segreto che ha fatto esplodere le accuse interne alla coalizione.

Mercoledì il nuovo emendamento presentato dall’area vicina a Roberto Vannacci ha invece ottenuto 139 voti favorevoli, di cui 131 arrivati da parlamentari esterni a Futuro Nazionale. Un risultato letto come un segnale politico e come una conferma delle difficoltà della maggioranza nel mantenere una linea comune.

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