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“Sono entrati nella casa”. Avvelenate con la ricina, colpo di scena: cosa succede proprio ora

Pubblicato: 16/07/2026 14:50

L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita entra in una nuova fase. Nei primi giorni di agosto gli esperti del Robert Koch Institute di Berlino effettueranno un nuovo sopralluogo nell’abitazione di Pietracatella, al centro delle indagini coordinate dalla Procura di Larino. L’obiettivo è raccogliere nuovi elementi utili a chiarire le cause del decesso delle due donne e verificare l’eventuale presenza di ricina.

A confermare il nuovo intervento è stata la procuratrice Elvira Antonelli, spiegando che gli specialisti tedeschi opereranno come ausiliari della polizia italiana nell’ambito della consulenza tecnica già disposta dalla Procura.

Il team del Robert Koch Institute, centro di riferimento internazionale per questo tipo di analisi, entrerà nuovamente nella casa di Pietracatella insieme agli investigatori italiani per eseguire ulteriori verifiche sui luoghi già oggetto degli accertamenti.

Il sopralluogo sarà finalizzato alla ricerca di eventuali tracce di ricina all’interno dell’abitazione. Gli esperti utilizzeranno metodologie investigative adottate in Germania, affiancando così il lavoro già svolto dai consulenti italiani.

«Gli esperti tedeschi eseguiranno analisi più approfondite sugli stessi reperti già esaminati», ha spiegato la procuratrice Antonelli, sottolineando che lo scopo è acquisire ulteriori elementi utili alla ricostruzione della vicenda.

L’attività del Robert Koch Institute non si limiterà però alla casa. La Procura ha infatti disposto anche nuovi esami del sangue su Gianni Di Vita e sulla figlia Alice, marito e figlia di Antonella.

Gli specialisti dovranno verificare l’eventuale presenza di anticorpi alla ricina, un accertamento che potrebbe chiarire se anche i due familiari siano entrati in contatto, in passato, con la sostanza tossica.

L’eventuale riscontro di anticorpi non costituirebbe automaticamente una prova sulle responsabilità, ma rappresenterebbe un elemento investigativo da valutare insieme agli altri risultati raccolti nel corso dell’inchiesta.

Le indagini della Procura di Larino proseguono dunque su più fronti, tra accertamenti scientifici e analisi dei reperti già acquisiti. I nuovi esami affidati agli esperti tedeschi potrebbero contribuire a fare luce su un caso che resta ancora ricco di interrogativi e sul quale gli investigatori continuano a mantenere il massimo riserbo.

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