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“Sarà lui il ct!”. Nazionale italiana: tra Pirlo e Mancini spunta un terzo nome

Pubblicato: 17/07/2026 10:36

La scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana entra nella fase più delicata. Quando una panchina così importante resta senza un riferimento definitivo, ogni incontro, ogni valutazione e ogni nome preso in considerazione diventano parte di un percorso che deve tenere insieme risultati, identità di gioco e prospettive future.

Il futuro della squadra azzurra non passa soltanto dalla ricerca di un allenatore con esperienza, ma anche dalla necessità di individuare una figura capace di costruire un progetto tecnico. La scelta finale dovrà rappresentare un equilibrio tra competenza, capacità di valorizzare i talenti e una visione chiara del calcio da proporre.
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La ricerca del nuovo commissario tecnico

Il lavoro di valutazione portato avanti dalla coppia formata da Paolo Maldini e Leonardo, insieme al presidente federale Giovanni Malagò, sembra avvicinarsi a una possibile convergenza sul nome del prossimo ct della Nazionale.

Tra i candidati più concreti restano Andrea Pirlo e Roberto Mancini, due profili differenti ma entrambi legati a un’idea di calcio tecnico e orientato alla qualità del gioco. Tuttavia, la sensazione è che la lista dei possibili allenatori sia più ampia e non si limiti ai due nomi più discussi in queste ore.

Tra le ipotesi più suggestive resta anche quella di Pep Guardiola, una possibilità che al momento appare tutta da verificare soprattutto per quanto riguarda la fattibilità dell’operazione. Accanto ai nomi già emersi, inoltre, non è escluso che possano entrare in scena altri profili finora rimasti fuori dal dibattito pubblico.

Pirlo e Mancini, due strade diverse

Il nome di Andrea Pirlo continua a essere tra quelli valutati per la panchina azzurra. L’ex centrocampista della Nazionale si trova attualmente in Lettonia, impegnato nel ritiro estivo con lo United Fc di Dubai, esperienza che rappresenta una nuova tappa del suo percorso da allenatore.

Dall’altra parte c’è Roberto Mancini, attualmente libero e già protagonista sulla panchina italiana con la vittoria dell’Europeo del 2021. Il fatto che la trattativa per la scelta del nuovo commissario tecnico non sia ancora arrivata a una conclusione definitiva lascia però pensare che il suo nome, pur rimanendo centrale, potrebbe non essere necessariamente quello in cima alla lista.

I due profili rappresentano filosofie differenti: Pirlo incarna la possibilità di puntare su una figura giovane e legata a un calcio moderno, mentre Mancini porta con sé un’esperienza più ampia e una riconosciuta capacità di costruire un’identità tecnica.

L’ipotesi Raffaele Palladino

Nelle ultime valutazioni è emerso anche il nome di Raffaele Palladino, indicato come possibile soluzione alternativa rispetto ai due principali candidati.

L’allenatore, libero dopo l’esperienza all’Atalanta, dove era arrivato subentrando a Ivan Juric, rappresenterebbe un punto d’incontro tra caratteristiche diverse. Da una parte avrebbe un percorso in panchina più strutturato rispetto a quello di Pirlo, dall’altra manterrebbe una filosofia basata sulla valorizzazione del talento e sulla ricerca di un gioco riconoscibile.

Proprio questo equilibrio potrebbe rendere Palladino un profilo interessante nel caso in cui la federazione decidesse di cambiare prospettiva e puntare su un tecnico meno scontato rispetto ai nomi inizialmente considerati.

La sua candidatura si inserisce quindi in una riflessione più ampia sul futuro della Nazionale italiana, chiamata a trovare un allenatore capace non solo di gestire il presente, ma anche di costruire una nuova fase tecnica.

La scelta decisiva per il futuro azzurro

Il confronto tra Pirlo, Mancini e le possibili alternative racconta una fase ancora aperta, nella quale la federazione sembra intenzionata a valutare ogni possibilità prima di arrivare alla decisione definitiva.

La scelta del nuovo ct dell’Italia dovrà tenere conto di diversi fattori: esperienza, capacità di gestione del gruppo, valorizzazione dei giovani e soprattutto la necessità di dare alla squadra un’identità precisa.

Il nome finale potrebbe quindi arrivare anche da una soluzione diversa rispetto ai principali candidati emersi finora. La pista Palladino dimostra infatti come la ricerca sia ancora in corso e come l’obiettivo sia individuare il profilo più adatto per guidare il prossimo ciclo della Nazionale.

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