Vai al contenuto

Crisi ipotensiva per il caldo come successo a Bassetti: “Fate attenzione a questo”

Pubblicato: 01/08/2026 10:20

Le calde estate degli ultimi anni e le continue ondate di calore hanno reso le crisi ipotensive un disturbo sempre più frequente e diffuso. Sebbene le persone ipertese, i soggetti cardiopatici e gli anziani rappresentino le fasce di popolazione maggiormente esposte, la diminuzione improvvisa della pressione arteriosa può colpire facilmente anche individui in perfette condizioni di salute. A dare risalto a questa problematica è stato di recente anche il professor Matteo Bassetti, noto infettivologo e direttore della Clinica di Malattia Infettive del Policlinico San Martino di Genova. Attraverso i propri canali comunicativi, il medico ha raccontato di aver vissuto in prima persona un episodio ipotensivo, sfruttando l’occasione per sensibilizzare i cittadini sui rischi legati alle elevate temperature e per indicare le corrette precauzioni da adottare.

L’esperienza personale di Matteo Bassetti

Durante il recente episodio che lo ha visto coinvolto, l’infettivologo ha registrato valori pressori inferiori alla soglia di 90 su 60 mmHg. Tale condizione si è manifestata con un malessere generale caratterizzato da forti giramenti di testa, spossatezza profonda e un senso di debolezza muscolare tale da impedire il normale svolgimento delle attività quotidiane. La testimonianza diretta del medico evidenzia come persino chi possiede una buona preparazione sanitaria o uno stato di salute ottimale possa cadere nella trappola di sottovalutare l’impatto che il caldo estremo esercita sull’organismo. Le testimonianze di questo tipo servono a ricordare che la prevenzione richiede un’attenzione costante da parte di chiunque.

Meccanismi fisiologici e cause del calo pressorio

La crisi ipotensiva estiva è la conseguenza diretta di precisi processi biologici che il nostro corpo mette in atto per difendersi dal calore esterno. Il fattore principale è rappresentato dalla vasodilatazione periferica: quando le temperature ambientali salgono notevolmente, i vasi sanguigni si dilatano per facilitare la dispersione del calore corporeo. Questo fenomeno riduce la resistenza vascolare e determina un calo naturale della pressione. A ciò si aggiunge l’effetto della disidratazione dovuta all’intensa sudorazione, che comporta la perdita di grandi quantità di acqua e di sali minerali essenziali come sodio, potassio e magnesio, indebolendo ulteriormente l’efficienza del sistema cardiocircolatorio.

Un elemento di particolare vulnerabilità riguarda le persone che seguono un trattamento farmacologico contro l’ipertensione. Lo stesso Bassetti ha ricordato di essere in terapia con un farmaco antipertensivo, evidenziando un aspetto cruciale: i dosaggi abitualmente efficaci durante i mesi freddi o temperati possono rivelarsi eccessivi in estate. La combinazione tra l’azione del farmaco e la vasodilatazione spontanea dovuta al caldo rischia infatti di abbassare la pressione in modo eccessivo e pericoloso. Per questa ragione diventa fondamentale prestare la massima cautela e monitorare con regolarità i propri valori.

Sintomi di avvertimento e strategie di prevenzione

Saper riconoscere tempestivamente i segnali inviati dal corpo è indispensabile per prevenire complicanze gravose quali svenimenti, sincopi e cadute traumatiche. Sensazioni di stordimento, vertigini, debolezza improvvisa, visione annebbiata e cedimento delle gambe costituiscono i principali campanelli d’allarme. Il primo e più importante pilastro della prevenzione è rappresentato da una corretta idratazione: gli esperti raccomandano di bere almeno un litro e mezzo o due litri di acqua al giorno. È essenziale bere con regolarità senza attendere lo stimolo della sete, poiché quando tale sensazione si fa sentire il processo di disidratazione è purtroppo già iniziato.

Anche le abitudini a tavola giocano un ruolo determinante nella gestione della pressione arteriosa durante le giornate torride. Risulta preferibile consumare pasti piccoli e frequenti, evitando di affaticare l’apparato digerente con cibi pesanti o troppo ricchi di carboidrati raffinati, che possono innescare l’ipotensione post-prandiale. Nei periodi di caldo intenso è consigliabile incrementare l’apporto di frutta e verdura fresche, in particolare gli alimenti ricchi di potassio e magnesio come banane e albicocche. Al contrario, occorre sfatare alcuni storici rimedi casalinghi del tutto privi di efficacia scientifica, come l’assunzione di acqua e zucchero. Vanno inoltre evitate le bevande superalcoliche, note per il loro potente effetto vasodilatatore, così come l’uso di saune, bagni turchi e l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata.

I repentini abbassamenti di pressione si verificano di frequente durante i cambi di posizione, in particolare quando si passa rapidamente dalla posizione sdraiata o seduta a quella eretta. Le indicazioni della sanità pubblica suggeriscono di evitare qualunque movimento brusco che possa causare capogiri o perdite di coscienza. Quando ci si alza dal letto, specialmente durante la notte o al risveglio, è opportuno effettuare una sosta intermedia sedendosi sul bordo del materasso per qualche minuto prima di mettersi in piedi. Infine, per chi assume farmaci per la pressione, resta ferma la regola di non modificare mai la terapia in modo autonomo: di fronte a continui cali pressori estivi non bisogna sospendere o dosare i medicinali con il fai da te, bensì contattare il proprio medico curante per una formale rimodulazione estiva della cura.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure