
Si accende il confronto politico nel giorno della commemorazione della strage di Bologna del 2 agosto 1980. Al centro delle polemiche ci sono le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito l’attentato «uno degli attacchi più feroci del terrorismo» e una «pagina buia della storia nazionale», senza fare riferimento esplicito alla matrice neofascista riconosciuta dalle sentenze definitive. Una scelta contestata dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, e dal leader del M5S, Giuseppe Conte, che accusano la premier di alimentare tentativi di riscrittura della storia.
Nel corso della commemorazione a Bologna, Schlein ha richiamato la necessità di attenersi «alla piena lettura e attuazione delle sentenze», ricordando che la magistratura ha accertato la matrice neofascista della strage. La leader democratica ha affermato che governare significa anche conoscere la storia del Paese e ha respinto «qualunque tentativo di riscrittura della storia» o di rilanciare ipotesi, come la cosiddetta pista palestinese, già escluse dalle decisioni della magistratura.
Schlein: “No alla riscrittura della storia”
La segretaria del Pd ha ribadito il sostegno all’Associazione dei familiari delle vittime, sottolineando che continuerà a chiedere l’accertamento di tutta la verità sui mandanti e sul contesto della strage. Secondo Schlein, le istituzioni devono conoscere e far conoscere le conclusioni raggiunte dalla giustizia, traendone insegnamenti anche per il presente.
Ha inoltre assicurato che il Partito Democratico continuerà a intervenire anche in Parlamento per contrastare ogni tentativo di mettere in discussione la ricostruzione giudiziaria dell’attentato.
Conte: “Meloni chiarisca a quale terrorismo si riferisce”
Anche Giuseppe Conte è intervenuto con un messaggio sui social, ricordando le 85 vittime e gli oltre 200 feriti dell’attentato del 2 agosto 1980. Per il presidente del Movimento 5 Stelle, la memoria rappresenta «un dovere civile» e va difesa da ogni tentativo di alterare la ricostruzione storica.
Conte ha contestato il riferimento generico al terrorismo utilizzato da Meloni, invitandola a chiarire «a quale terrorismo si riferisca». Il leader pentastellato ha ricordato che esistono sentenze definitive che attribuiscono la matrice neofascista della strage e si è chiesto se la presidente del Consiglio intenda disconoscerle, accusandola di generare confusione su una vicenda che, dal punto di vista giudiziario, è stata definita.


