
Ci sono storie che non possiamo non raccontare, anche se fanno male. Perché sono storie di vita quotidiana difficile, di vite non scelte ma accettate, con sofferenza e dignità. E’ questa anche la storia di Maria D., 26 anni, disabile al 100% perché affetta da spina bifida e costretta in sedia a rotelle.
Maria ha bisogno di una casa adatta a rendere meno dura la sua difficile vita, che potete conoscere direttamente dalle sue parole. Aiutiamola a trovarla, scriveteci a [email protected]
“Mi chiamo Maria D. ho 26 anni e sono una ragazza con disabilità al 100%, affetta da spina bifida e costretta su una sedia a rotelle.
Attualmente vivo con mio padre e i miei due cani nelle case popolari di Sa Segada, una borgata abbandonata di Alghero. Dove la parola cura e manutenzione sono sconosciuti a questa amministrazione Algherese. In questa zona non ci sono servizi: solo un bar e una chiesa rotta. Dopo la perdita di mia madre, deceduta un anno fa per un ictus, la mia situazione si è ulteriormente aggravata, sia a livello emotivo che pratico.
La casa popolare in cui vivo è su due piani, totalmente inadatta alle mie condizioni fisiche. Io ho bisogno urgente di uno scambio con un’abitazione accessibile e priva di barriere architettoniche. A causa dei miei gravi problemi di salute, sono spesso ricoverata o costretta a cure ospedaliere frequenti. Per potermi spostare, devo pagare ambulanze private, anche solo per andare a fare la spesa o una visita medica.
Inoltre, la zona in cui abitiamo è priva di mezzi pubblici adeguati: per raggiungere la fermata del tram, devo affrontare una strada molto pericolosa, trafficata e senza marciapiede. Il servizio urbano è da terzo mondo.
Più volte sono stata lasciata a piedi sotto il sole. Oltre a questo, ci sono problemi igienico-sanitari come la mancata disinfestazione e le erbacce, abbandono totale della zona.
Abbiamo inviato numerose email e richieste sia al Comune di Alghero, che al sindaco. Chiedo con il cuore una casa più adatta alle mie esigenze: accessibile, possibilmente in centro città, vicina ai servizi sanitari e con almeno tre camere da letto e un giardino, per me e per le mie cagnoline.
Allo stesso tempo, spero che la casa attuale possa essere assegnata a una famiglia numerosa che ne abbia bisogno. Spero davvero che qualcuno ascolti la mia richiesta. Ho bisogno di aiuto”.


