
C’è davvero una fronda interna contro Sigfrido Ranucci nella redazione di Report? Le smentite sono arrivate, ma non sembrano aver chiuso completamente il caso. A far esplodere la vicenda è stato un retroscena del Messaggero, secondo il quale alcuni giornalisti della trasmissione di Rai3 starebbero discutendo un “documento anti-Ranucci”. Una ricostruzione che ha provocato una serie di reazioni all’interno della Rai e costretto la stessa redazione del programma a intervenire pubblicamente.
Secondo quanto riportato dal quotidiano romano, tra i protagonisti dell’iniziativa ci sarebbero due degli inviati più conosciuti della trasmissione, Giorgio Mottola e Giulio Valesini. Entrambi, sempre secondo il retroscena, sarebbero anche tra i nomi potenzialmente in grado di assumere un ruolo di primo piano qualora dovessero cambiare gli attuali equilibri alla guida del programma. Ranucci, tuttavia, sarebbe stato in contatto nelle ultime ore con alcuni dei giornalisti indicati come protagonisti della presunta fronda e sarebbe quindi a conoscenza almeno di una parte del confronto in corso.
Il caso esplode dentro la Rai
La vicenda arriva in una fase già particolarmente delicata per Report. Intorno alla trasmissione si è infatti aperta un’altra polemica relativa a “Food for Profit”, l’inchiesta di Giulia Innocenzi successivamente venduta anche al programma di Rai3, e ai presunti finanziamenti provenienti da un imprenditore vegano. Il caso ha provocato dure reazioni politiche nel centrodestra, dove sono state avanzate richieste di chiarimento sui rapporti economici e sulle modalità con cui determinati contenuti sono arrivati all’interno della trasmissione.
In questo clima è arrivato il retroscena sulle tensioni nella redazione. A intervenire per primo è stato il Comitato di redazione di Rai Approfondimento, che ha precisato come non risulti formalmente convocata alcuna assemblea dei giornalisti interni di Report né sia avvenuta l’elezione di un fiduciario di redazione.
Il Cdr ha inoltre ricordato che all’interno di Report lavora Raffaella Notariale, uno dei tre componenti del Comitato di redazione, che partecipa regolarmente alla vita della squadra e può quindi portare all’attenzione dell’organismo sindacale le eventuali esigenze del programma.
La redazione: “Totale sostegno a Sigfrido Ranucci”
Successivamente è arrivata la presa di posizione della stessa redazione di Report, che ha respinto apertamente l’ipotesi di un commissariamento del conduttore: “Non esiste nessun commissariamento. La redazione ribadisce il suo totale sostegno a Sigfrido Ranucci”.
La squadra ha inoltre assicurato che il lavoro per la prossima stagione sta procedendo normalmente e che tutti sono già impegnati nella realizzazione delle nuove inchieste. Nel comunicato compare però anche un passaggio che conferma l’esistenza di un confronto interno sull’organizzazione e sul futuro del programma.
“Tutti gli inviati, i giornalisti del desk, i videomaker e i montatori stanno lavorando attivamente per trovare una o più soluzioni per affrontare questa fase di attacchi generalizzati”, sostiene la redazione, parlando di una situazione che non avrebbe precedenti nella storia del giornalismo. “Siamo più di 60 lavoratori decisi a continuare a fare inchieste in modo autonomo e indipendente”.
Dunque nessun commissariamento e sostegno esplicito a Ranucci, ma contemporaneamente la conferma di una riflessione collettiva sulle soluzioni da adottare per rafforzare il programma.
Mottola: “Nessuna raccolta firme”
A cercare di chiarire ulteriormente quanto sta accadendo è stato Giorgio Mottola, indicato dal retroscena come uno dei promotori dell’iniziativa. L’inviato ha escluso che sia stata organizzata una raccolta di firme contro Ranucci.
“Nessuna raccolta firme, ma un semplice confronto con tutti i lavoratori e le lavoratrici di Report che non ha prodotto alcun documento ufficiale”, ha spiegato. Mottola ha aggiunto che proprio per questo motivo nessun documento sarebbe stato trasmesso né ai vertici dell’azienda né allo stesso Ranucci.
Diversa la reazione di Giulio Valesini, che contattato da Libero ha preferito non entrare nel merito: “Non rispondo su nulla”, rimandando direttamente alla nota diffusa dalla redazione.
Le parole di Mottola smentiscono quindi l’esistenza di un documento ufficiale e di una raccolta firme, ma confermano che all’interno della squadra sia effettivamente in corso un confronto. Lo stesso giornalista ha parlato di “una riflessione permanente, non da oggi ma da anni, per migliorare il programma”.
Il nodo del futuro di Report
È proprio su questo punto che rimangono gli interrogativi. Se non esiste un documento ufficiale contro Ranucci, quale sia esattamente l’oggetto della discussione interna e quali eventuali cambiamenti vengano proposti non è ancora stato chiarito pubblicamente. Allo stesso modo resta da comprendere fino a che punto il conduttore sia direttamente coinvolto nel confronto organizzativo.
Sul caso è intervenuta anche Sara Verta, segretaria di Unirai, secondo la quale tutelare il giornalismo d’inchiesta della Rai significa salvaguardare una componente fondamentale della missione del servizio pubblico, ma è necessario farlo con rigore. Da qui la richiesta di “chiarezza su ogni aspetto in discussione in queste settimane”, con l’obiettivo dichiarato di preservare autonomia e credibilità di un format storico come Report.
Al momento, dunque, parlare di un vero e proprio ammutinamento contro Ranucci appare più netto di quanto consentano le dichiarazioni pubbliche dei diretti interessati. La raccolta firme viene smentita, il commissariamento viene escluso e la redazione rinnova il sostegno al conduttore. Allo stesso tempo, però, gli stessi protagonisti confermano l’esistenza di un confronto interno su come rafforzare e organizzare il programma. Ed è proprio su contenuti, obiettivi ed eventuali conseguenze di questa discussione che resta ancora da fare piena chiarezza.


