
È conosciuto soprattutto per il volto dell’ispettore Coliandro, ma dietro il successo di Giampaolo Morelli c’è una storia personale segnata da difficoltà, fragilità e scoperte arrivate anche in età adulta. Dalla dislessia diagnosticata soltanto dopo i 30 anni alla depressione, fino alla rivelazione più dolorosa: a 49 anni, poco prima di morire, la madre gli ha confessato che il suo padre biologico era un altro uomo.
Oggi, 28 agosto, Morelli torna a vestire i panni di Coliandro su Rai 2. Ma la sua carriera nel mondo dello spettacolo non era affatto scontata.
Dagli studi di Giurisprudenza alla recitazione
Nato a Napoli il 25 novembre 1974, Morelli è cresciuto in una famiglia di ceto medio. Dopo il diploma al liceo classico si è iscritto a Giurisprudenza, senza però completare gli studi: la passione per la recitazione lo ha portato a cambiare strada, nonostante la contrarietà della famiglia.
Il debutto televisivo è arrivato nel 1999 con la serie Anni ’60, lanciato da Carlo Vanzina, che nel 2001 lo ha voluto anche nel film South Kensington. Negli anni successivi Morelli ha alternato cinema e televisione, recitando tra gli altri in Amatemi, L’uomo perfetto, Distretto di Polizia, Butta la luna e Il capitano.
La svolta è arrivata nel 2006, quando ha ottenuto il ruolo dell’ispettore Coliandro nell’omonima serie. Un personaggio che gli ha regalato grande popolarità e che è tornato a interpretare negli anni.
Attore, scrittore e regista
Parallelamente alla recitazione, Morelli ha intrapreso anche altre strade. Ha scritto i libri Un bravo ragazzo, pubblicato nel 2011, e 7 ore per farti innamorare, del 2013, successivamente adattato per il teatro.
Nel 2016 è arrivata anche la conduzione televisiva, al fianco di Ilary Blasi e Frank Matano a Le Iene. Nel 2017 ha preso parte a Ammore e malavita dei Manetti Bros., vincitore del David di Donatello come miglior film.
Nel 2020 ha esordito alla regia con 7 ore per farti innamorare, tratto dal suo stesso romanzo. È poi tornato dietro la macchina da presa nel 2022 con Falla girare e Falla girare 2 – Offline, continuando allo stesso tempo a lavorare come attore.
La dislessia scoperta dopo i 30 anni
Uno dei capitoli più importanti della sua storia personale riguarda la dislessia, con cui Morelli ha convissuto per anni senza una diagnosi.
Da bambino aveva difficoltà con le lettere, con la memorizzazione e con alcuni esercizi scolastici. «Avevo solo 7 anni e quando guardavo un libro mi sembrava che si staccassero dalle pagine per andare a nascondersi», aveva raccontato nel corso di un monologo a Le Iene.
Quelle difficoltà lo avevano portato a sentirsi inadeguato e a essere etichettato a scuola come un bambino «completamente scemo». La diagnosi di dislessia è arrivata soltanto dopo i 30 anni, dopo anni di incomprensioni e sofferenza.
Oggi Morelli considera quella caratteristica anche da una prospettiva diversa e cerca di aiutare i suoi figli, anch’essi neurodivergenti, a viverla con maggiore consapevolezza. «La scuola non è la vita», è il messaggio che rivolge ai genitori dei ragazzi dislessici o neurodivergenti.
«Questo senso di inferiorità mi ha portato alla depressione»
Le difficoltà vissute durante l’infanzia hanno avuto conseguenze anche sulla sua vita adulta. Morelli ha raccontato di aver affrontato una forte depressione, legata anche al senso di inferiorità maturato negli anni.
«Ne soffro e l’affronto anche con psicofarmaci perché il senso di inadeguatezza che provi da bambino ti porta a non sentirti mai capace nella vita», ha spiegato.
La scoperta della dislessia, ha aggiunto, non è stata sufficiente da sola a cancellare quelle insicurezze. Per questo ha intrapreso un lungo percorso per imparare a gestire quella parte emotiva che ancora oggi descrive come «ferita».
L’amore con Gloria Bellicchi e i due figli
Dal 2010 Morelli è legato a Gloria Bellicchi, attrice conosciuta nel 2009 durante le riprese de L’ispettore Coliandro. La coppia ha due figli, Gianmarco, nato nel 2013, e Pier Maria, nato nel 2016.
Parlando della relazione, Morelli ha raccontato anche le difficoltà che possono attraversare una coppia, spiegando però di sentirsi fortunato per aver incontrato la compagna e di avere con lei una famiglia da proteggere.
A 49 anni la scoperta del vero padre
Il capitolo più doloroso è arrivato quando Morelli aveva 49 anni, poco prima della morte della madre.
«Qualche giorno prima di morire mi consegnò una lettera», ha raccontato a Il Messaggero. Dentro quella lettera c’era una rivelazione destinata a cambiare per sempre la sua storia familiare: «Il mio vero padre era un altro uomo».
L’uomo indicato dalla madre era una persona molto vicina alla famiglia: il padrino della cresima di Morelli, che secondo il racconto dell’attore aveva sempre saputo la verità.
«Avrebbe avuto tante occasioni per manifestarsi ma non lo ha mai fatto. Ora però capisco perché in alcuni momenti della mia vita è stato presente e questo mi fa ancora più male», ha raccontato.
Morelli ha riconosciuto in quell’uomo alcuni tratti familiari, dagli occhi ai lineamenti. E quella scoperta, pur dolorosa, gli ha permesso di dare un significato a una sensazione che lo aveva accompagnato per tutta la vita.
«Ho sempre avuto la sensazione che mi mancasse qualcosa, ora so perché».
Una verità arrivata quando ormai era adulto e formato, ma che ha aperto un nuovo capitolo nella sua storia personale e nel lungo percorso per fare i conti con quella parte di sé che per anni aveva cercato di comprendere.


