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Accelerazionismo, la galassia estremista dietro l’aggressione alla prof

Pubblicato: 19/09/2026 21:55

Il 13enne che ieri mattina ha accoltellato la professoressa Isabella Marsilio nella scuola media di Centocelle avrebbe ripreso l’aggressione con una telecamera. Secondo alcuni testimoni, indossava una maglietta con la scritta Tmd, acronimo di Total Muslim Death, ovvero “morte totale dei musulmani”. Sul caso stanno ora indagando i carabinieri, che vogliono chiarire anche l’eventuale presenza di una rete accelerazionista attiva su Telegram.

L’ipotesi investigativa porta a un ambiente dell’estrema destra nel quale non esistono necessariamente organizzazioni strutturate, capi o gerarchie. Al contrario, il modello si basa sulla radicalizzazione individuale, sulla diffusione di materiali online e sull’emulazione di figure considerate punti di riferimento. Un universo nel quale alcuni canali digitali possono mettere a disposizione propaganda, manuali e contenuti dedicati ad attentatori già responsabili di stragi.

Che cos’è l’accelerazionismo

Secondo l’Accelerationism Research Consortium, l’accelerazionismo comprende un insieme di strategie volte a intensificare divisioni sociali già presenti, anche attraverso la violenza, con l’obiettivo di provocare il collasso della società. Il concetto non coincide necessariamente con una singola ideologia politica. Le sue radici vengono ricondotte a pensatori e correnti molto diverse, dal giovane Marx a Deleuze fino al gruppo britannico di ricerca sulla cultura cibernetica Ccru.

È soprattutto nella sua declinazione di estrema destra che l’accelerazionismo ha assunto una dimensione terroristica. Al centro di questa corrente c’è Siege, raccolta degli scritti prodotti negli anni Ottanta dal neonazista americano James Mason. La teoria sostiene che la democrazia liberale non possa essere abbattuta attraverso le elezioni, ma debba essere portata al collasso attraverso terrorismo e violenza indiscriminata.

Secondo questa visione, dalle macerie della società dovrebbe nascere un nuovo ordine dominato dalla cosiddetta “razza bianca”. Il modello organizzativo è altrettanto particolare: non prevede necessariamente iscritti, dirigenti o strutture gerarchiche, ma individui che agiscono autonomamente all’interno di una stessa cornice ideologica.

Dalle cellule al “Terrorgram”

Gli analisti definiscono questo modello “terrorismo post-organizzativo”. Ne fanno parte piccole cellule come la Atomwaffen Division e The Base, ma anche singoli individui che entrano in contatto con contenuti estremisti attraverso il cosiddetto “Terrorgram”, una rete informale di canali Telegram.

Su questi circuiti vengono diffusi manifesti, propaganda e manuali destinati a chi vuole compiere attentati. Un elemento centrale è inoltre la santificazione degli attentatori: sui canali vengono raccolti contenuti dedicati alle stragi e ai loro autori, trasformati in figure da emulare e celebrate come modelli.

Tra i personaggi indicati come riferimenti compaiono Brenton Tarrant, autore della strage di Christchurch del 2019, e Behring Breivik, responsabile degli attentati di Utoya del 2011. Secondo Leonardo Bianchi, esperto di movimenti dell’estrema destra extrapartitica, si tratta di uomini che vengono “santificati” e “martirizzati”, anche attraverso rappresentazioni simboliche.

I precedenti e l’indagine sul 13enne

In Italia sono già emersi casi collegati a questo ambiente. A marzo, un 17enne pescarese in contatto con canali neonazisti della Werwolf Division era stato arrestato con l’accusa di aver pianificato una strage nella propria scuola sul modello di Columbine.

Un altro episodio riguarda lo slovacco Juraj Krajčík, autore nel 2022 della strage omofoba al locale Tepláreň di Bratislava. Secondo quanto riferito da Leonardo Bianchi, sarebbe stato addestrato e istigato da militanti accelerazionisti statunitensi, che gli avrebbero anche scritto il manifesto.

La capacità di questi ambienti digitali di raggiungere rapidamente persone isolate è legata anche alla cosiddetta economia dell’attenzione. Andrea Molle, professore alla Chapman University, ha spiegato che gli ecosistemi online possono trasformare l’estremismo in una forma di dipendenza, accelerando il processo di radicalizzazione e superando i confini dei movimenti organizzati.

È proprio questo l’aspetto che i carabinieri stanno cercando di verificare dopo l’aggressione alla professoressa Marsilio. Gli investigatori vogliono capire se anche dietro l’agguato di Centocelle possa esserci una rete simile e quali fossero gli interlocutori del tredicenne nel momento dell’irruzione.

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