
«Metta fine alla guerra». È il messaggio che Donald Trump ha rivolto a Vladimir Putin al suo arrivo al Palazzo di Vetro di New York, dove è in corso l’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite. Una frase pronunciata a poche ore dall’atteso faccia a faccia con Volodymyr Zelensky, fissato per le 13.15 ora locale, le 19.15 in Italia, a margine dei lavori dell’Onu. Il presidente ucraino punta a discutere con Trump anche della possibilità di una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche e del rafforzamento delle difese aeree ucraine.
La guerra in Ucraina sarà dunque uno dei dossier centrali di una giornata diplomatica particolarmente intensa per il presidente americano. Il vertice con Zelensky arriva mentre sul terreno continuano gli attacchi russi e ucraini e resta lontana un’intesa per una cessazione complessiva delle ostilità.
Trump all’Onu: «L’America è tornata ed è più forte che mai»
Prima dell’incontro con Zelensky, Trump è intervenuto davanti all’Assemblea generale. «L’America è tornata ed è più forte che mai», ha dichiarato dal podio delle Nazioni Unite, aggiungendo che «il futuro è splendente».
Il presidente americano ha utilizzato il discorso per rivendicare la propria politica estera e l’impiego della forza statunitense nelle crisi internazionali. «Mentre altri parlavano, io ho agito. Mentre altri parlavano di pace, io l’ho realizzata. Mentre altri ignoravano le minacce, io le ho affrontate», ha affermato secondo gli estratti diffusi dalla Casa Bianca.
Trump ha quindi aggiunto: «Mentre altri parlavano di coraggio, l’America lo ha dimostrato. Mentre altri promettevano forza, io l’ho usata per rendere l’America il Paese più potente del mondo». Il discorso arriva in una fase internazionale segnata, oltre che dalla guerra russo-ucraina, dal conflitto con l’Iran e dalle forti tensioni che attraversano il Medio Oriente.
Il ricordo dell’11 settembre e del 7 ottobre
Nel suo intervento Trump ha richiamato due date simboliche. «Abbiamo appena commemorato in America il 25esimo anniversario del peggior attacco terroristico della storia», ha detto riferendosi agli attentati dell’11 settembre 2001, nei quali morirono quasi tremila persone.
Il presidente ha poi ricordato l’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, di cui tra poche settimane ricorrerà il terzo anniversario, collegando il tema alla propria linea nei confronti dell’Iran.
Trump ha accusato Teheran di avere sostenuto organizzazioni responsabili di attacchi terroristici e ha ribadito la propria opposizione alla possibilità che l’Iran possa dotarsi di un’arma nucleare. Le dichiarazioni arrivano mentre Stati Uniti e Iran, pur nel pieno di una grave crisi, hanno lasciato intravedere la possibilità di una riapertura del canale negoziale.
La lunga giornata diplomatica di Trump
L’agenda del presidente americano prevede una serie di incontri bilaterali e multilaterali durante tutta la giornata newyorkese.
Dopo l’intervento al Palazzo di Vetro, Trump ha in programma colloqui con diversi leader internazionali, tra cui i rappresentanti di Danimarca e Groenlandia, oltre ai primi ministri di Regno Unito e Giappone. Nel pomeriggio è previsto anche un incontro con i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, particolarmente interessati alla crisi con l’Iran e alla sicurezza delle rotte energetiche e commerciali della regione.
Il passaggio politicamente più atteso sul fronte europeo resta però quello con Zelensky. Secondo Reuters, il presidente ucraino intende portare al tavolo la proposta di una tregua limitata agli obiettivi energetici, oltre alla richiesta di sistemi Patriot per proteggere l’Ucraina dai raid russi. Mosca, finora, non ha mostrato disponibilità a una sospensione generale degli attacchi aerei.
Lula attacca l’Onu: «La sua credibilità non è mai stata così bassa»
Dal Palazzo di Vetro è arrivato intanto anche il duro intervento del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, che ha denunciato la difficoltà delle Nazioni Unite nel rispondere alle guerre e alle crisi internazionali.
«L’Onu sta fallendo in una delle sue missioni più importanti: liberare l’umanità dal flagello della guerra», ha dichiarato Lula, puntando il dito in particolare contro la paralisi del Consiglio di sicurezza.
Il tema della capacità dell’Onu di incidere concretamente sulle crisi internazionali attraversa l’intera Assemblea generale di quest’anno. Anche il segretario generale António Guterres, nel suo ultimo intervento all’Assemblea prima della conclusione del mandato, ha chiesto una riforma delle istituzioni internazionali e un rilancio della cooperazione multilaterale.
Alle 19.15 il faccia a faccia Trump-Zelensky
Gli occhi saranno ora puntati sull’incontro tra Trump e Zelensky. I due presidenti arrivano al vertice con priorità non completamente coincidenti: Kiev cerca nuove garanzie per la propria difesa e vuole limitare gli attacchi russi contro il sistema energetico in vista dell’inverno, mentre Trump continua a spingere per una soluzione negoziale della guerra.
Poco prima di entrare al Palazzo di Vetro, il presidente americano ha sintetizzato il suo messaggio al leader del Cremlino in poche parole: «Metta fine alla guerra». Il faccia a faccia con Zelensky dovrà mostrare se dietro quell’appello ci siano nuovi margini diplomatici per riaprire il negoziato o se le distanze tra le parti resteranno ancora troppo ampie.


