
La Fashion Week di Milano si apre con la presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ma anche con una nuova polemica politica. La premier ha partecipato mercoledì 23 settembre alla cena inaugurale organizzata a Palazzo Reale dal Comune di Milano e dalla Camera nazionale della moda italiana, scegliendo di essere accanto al mondo della moda proprio mentre a New York era in corso l’Assemblea generale dell’Onu.
Per l’occasione Meloni ha indossato un abito nero con camicia bianca firmato Ermanno Scervino. Al suo arrivo ha spiegato le ragioni della sua presenza: “Ho pensato che fosse particolarmente giusto essere qui quest’anno, in un momento che non è facilissimo per il comparto, che però continua a darci grandi risultati”.
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La presenza alla Fashion Week
La presidente del Consiglio ha rivendicato la scelta di partecipare personalmente all’appuntamento milanese, sottolineando il significato che, a suo giudizio, assume la vicinanza del governo al settore. “Dare un segnale anche fisico di presenza e di vicinanza, non solamente con i provvedimenti, non solamente con le risorse, come i cento milioni per incentivare gli investimenti”, ha spiegato Meloni.
La premier ha quindi aggiunto: “L’ultima di tante cose che stiamo facendo, però anche esserci fisicamente penso che sia un modo bello di dire grazie al settore per quello che fa, per la nostra economia, per la nostra forza, per la nostra rappresentazione nel mondo e anche per dire che il governo c’è”.
Una posizione sostenuta dal presidente di Camera nazionale della moda, Carlo Capasa, che ha definito la presenza della premier un segnale importante per il comparto. “Era il momento giusto per esserci, i segnali ci servono quando c’è il momento in cui bisogna darli, oggi andava dato un segnale alla moda di vicinanza e c’è stato, vuol dire che questa industria il governo la guarda”, ha dichiarato.
Capasa ha raccontato anche il confronto avuto durante la serata: “Lei ha rubato del tempo in un periodo complicato per venire qui e abbiamo apprezzato molto il gesto di andare a salutare tutti gli imprenditori presenti, di voler capire la nostra industria e la filiera, ha trovato un minuto per ascoltare tutti”. Secondo il presidente della Camera della moda, durante la cena si è parlato dello stato del settore, della necessità di fare sistema, della formazione e del capitale umano, oltre che della tutela delle piccole imprese.

Le critiche delle opposizioni
La scelta di Meloni ha però provocato la reazione delle opposizioni, che hanno contestato l’assenza della presidente del Consiglio dall’Assemblea generale dell’Onu. Il Movimento 5 stelle, attraverso il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi, ha collegato la decisione della premier alla situazione internazionale.
“Lo scenario internazionale è drammatico, il Medio Oriente è in subbuglio, la situazione in Ucraina sempre più delicata e diversi altri contesti richiederebbero l’attenzione di una premier che ama il suo Paese”, ha detto Ricciardi. Il deputato ha poi criticato la scelta di partecipare alla Fashion Week di Milano mentre a New York si riunivano i leader internazionali.
Ricciardi ha aggiunto: “Forse la premier ha bisogno che qualcuno le ricordi delle guerre in corso e dei guai che gli italiani stanno passando a loro seguito, a cominciare dal caro carburanti e dell’energia”. E ancora: “È ormai piuttosto chiaro – prosegue – che questo è un governo ai titoli di coda e che l’unica preoccupazione della premier resta quella di cominciare a raccogliere voti per le prossime elezioni, anche a discapito del Paese”.
Da New York è intervenuto anche Matteo Renzi, che ha sottolineato l’assenza della presidente del Consiglio e la presenza, in sua rappresentanza, del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Sono tutti a New York. Quasi tutti. Perché Meloni non è venuta, e manda Tajani. Si riuniscono i governi, si alternano i leader di tutto il mondo, e lei non c’è”, ha detto Renzi.
Il leader di Italia Viva ha poi affermato: “Credo sia una delle prime volte nella storia del nostro Paese che un presidente del Consiglio sceglie di non venire”. E ha concluso: “Partecipare all’Onu – incalza – è un dovere, non uno schiribizzo della premier. Che vergogna, che figuraccia”.

Gli ospiti e la cena a Palazzo Reale
Al tavolo con Meloni erano presenti, tra gli altri, il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, il sindaco Beppe Sala, il presidente della Camera nazionale della moda Carlo Capasa, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman Fertitta, Luca de Meo di Kering, Alfonso Dolce, Frédéric Arnault, Diego Della Valle, Renzo Rosso, Remo Ruffini, Anna Wintour, Andrea Guerra, Gildo Zegna e Brunello Cucinelli.
“Meloni ha sempre dimostrato interesse per la moda ed è un onore averla qui”, ha dichiarato il sindaco di Milano Giuseppe Sala, dando il via alla cena organizzata per il vernissage della mostra “Dalì e la moda”.
Il menu, curato dai fratelli Enrico e Roberto Cerea del ristorante tre stelle “Da Vittorio”, comprendeva una terrina di melanzane con caprino e salsa al basilico, i paccheri alla Vittorio e, per concludere, cannoncini preparati e riempiti al momento.
Al termine della serata, Meloni ha salutato gli ospiti passando tra i tavoli e si è soffermata con Toni Scervino, amministratore delegato del marchio che aveva firmato il suo abito, con il quale ha avuto un lungo abbraccio.
A Milano, dunque, la moda italiana ha avuto al centro dell’attenzione il rapporto con il governo e il valore del comparto per l’economia e l’immagine del Paese. Parallelamente, la decisione della premier di non partecipare personalmente all’Assemblea generale dell’Onu ha alimentato il confronto politico, con le opposizioni che hanno contestato le sue priorità e Meloni che ha invece rivendicato la necessità di essere fisicamente presente accanto a un settore considerato strategico.


