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“Tutti lì, guarda caso”. Centinaia di iscritti mollano Vannacci, ma qualcosa non torna: la scoperta

Pubblicato: 24/09/2026 08:36

È scontro a Sassari attorno a Futuro nazionale, il movimento legato a Roberto Vannacci. Circa 500 persone riconducibili al comitato 643, guidato dal referente Marcello Orrù, ex consigliere regionale, hanno annunciato la volontà di lasciare il movimento e di guardare a Italia Domani, la formazione politica di Marco Rizzo. Una decisione accompagnata dalla richiesta formale di cancellazione dagli elenchi degli iscritti, ma sulla quale emergono anche contestazioni relative alla consistenza effettiva del tesseramento.

La lettera è stata indirizzata allo stesso Vannacci, al suo braccio destro Massimiliano Simoni e alla responsabile del tesseramento Annamaria Frigo. Nel documento viene chiesto di “procedere alla cancellazione dagli elenchi degli iscritti”. La comunicazione contiene anche critiche molto dure nei confronti del generale: “Vannacci ha costruito una caserma, è un dilettante, Rizzo sì che conosce la politica”.
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La scelta del comitato 643

Orrù ha comunicato l’intenzione di partecipare al congresso fondativo di Italia Domani, in programma il 3 ottobre. Lo stesso Rizzo ha rilanciato sui propri canali social la comunicazione, nella quale viene espressa anche una forma di ringraziamento ai dirigenti di Futuro nazionale per il lavoro svolto.

Il passaggio politico viene presentato come una scelta collettiva. Orrù sostiene infatti di voler accompagnare verso la nuova formazione gli ex iscritti del proprio comitato. “Sarò a Roma con altri amici, ora sto cercando di traghettare tutti gli ex iscritti del mio comitato, ma sono sicuro che mi seguiranno”, afferma.

Per Orrù, la distanza tra Vannacci e Rizzo riguarda soprattutto alcune posizioni politiche. “Rizzo è un politico navigato, e diversamente da Vannacci è più convinto nel voler uscire dall’euro e dell’Unione europea. Il generale tentenna, c’è una differenza sostanziale”, sostiene l’ex consigliere regionale.

La vicenda di Sassari viene inserita nel quadro delle fuoriuscite segnalate nelle settimane precedenti anche in Calabria, Marche e Basilicata. Ma proprio il numero degli iscritti coinvolti e le modalità con cui sarebbero state raccolte le adesioni hanno aperto un secondo fronte di confronto.

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I dubbi sul tesseramento

A contestare la ricostruzione è Gianluca Dessì, coordinatore regionale di Futuro nazionale per la Sardegna. Secondo Dessì, già in precedenza erano emerse perplessità sulla situazione del comitato e sulla consistenza reale del suo tesseramento.

Orrù sollecitava il riconoscimento di qualche incarico“, sostiene Dessì, spiegando che dal territorio erano arrivate “diverse segnalazioni e perplessità riguardanti il suo comitato e la consistenza effettiva del relativo tesseramento”. Il coordinatore regionale riferisce inoltre che, dopo la richiesta di chiarimenti e di incontri con gli iscritti, “il confronto con Orrù si è stranamente interrotto”.

La questione principale riguarda però i dati emersi dalle verifiche interne effettuate sul tesseramento. Dessì riferisce che 488 iscritti su circa 500 sarebbero risultati associati agli stessi recapiti: numero di telefono, indirizzo email e residenza. Secondo il coordinatore, questi dati sarebbero riconducibili a un’edicola.

“A rendere necessari ulteriori controlli sono stati soprattutto i dati emersi dalle nostre verifiche interne: 488 tesserati su circa 500 risultavano associati allo stesso numero di telefono, alla stessa email e alla medesima residenza, riconducibile a un’edicola”, afferma Dessì.

Il coordinatore regionale aggiunge un ulteriore elemento: “A oggi non risulta pervenuta al coordinamento regionale neppure una telefonata o un’email da parte di uno di questi tesserati per chiedere spiegazioni, contestare quanto accaduto o semplicemente rappresentare la propria posizione”.

La replica di Orrù

Marcello Orrù respinge però l’ipotesi che i dati del comitato possano rappresentare un tesseramento gonfiato o irregolare. La spiegazione fornita sull’indirizzo comune è legata proprio alle modalità con cui sarebbero state raccolte le iscrizioni.

“L’edicola? Lì è dove si andava a ritirare le tessere, è normale che sia stato messo quell’indirizzo. Pure il numero di telefono e la mail sono quelli dell’edicola”, replica Orrù.

L’ex consigliere regionale nega quindi che l’utilizzo degli stessi riferimenti possa essere interpretato come prova dell’inesistenza degli iscritti. “Sarebbe da cretini farlo in quel modo, noi abbiamo fatto tutto alla luce del sole, tanto che accanto all’edicola c’era un cartello con scritto ‘Qui si fanno le tessere di Futuro nazionale'”.

Il caso resta così concentrato su due versioni contrapposte: da una parte Orrù rivendica la consistenza del gruppo di circa 500 iscritti e il loro passaggio verso Italia Domani; dall’altra la struttura regionale di Futuro nazionale solleva dubbi sulla corrispondenza tra i dati del tesseramento e l’effettiva presenza degli aderenti.

La vicenda di Sassari apre quindi un confronto non soltanto politico, ma anche sulle procedure utilizzate per le iscrizioni a Futuro nazionale. Al centro restano i numeri del comitato 643, le modalità di raccolta delle tessere e la scelta annunciata da Orrù e dai suoi sostenitori di guardare ora alla formazione di Marco Rizzo.

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