
Un’intera città si stringe attorno alla famiglia di Sara Memisha, morta a soli 31 anni dopo una lunga malattia. A Pistoia, dove era nata e cresciuta, il dolore si mescola al ricordo di una giovane donna descritta da chi la conosceva come solare, determinata e profondamente legata alle persone che amava.
Da oggi le cappelle del commiato della Misericordia di Pistoia, in via del Can Bianco, sono meta di amici, conoscenti e delle tante persone che hanno voluto portare un ultimo saluto alla famiglia. I Memisha, originari dell’Albania e da tempo radicati a Pistoia, sono infatti una famiglia molto conosciuta e stimata dalla comunità.
È proprio tra i banchi del liceo Forteguerri che Sara aveva incontrato Alex Marraccini. Quello che era iniziato come un amore adolescenziale si è trasformato negli anni in un legame profondo, capace di attraversare anche il momento più difficile. Alex, responsabile di un’agenzia di comunicazione e marketing, ha raccontato gli ultimi anni della donna che aveva scelto di avere al proprio fianco.

Sara aveva conseguito la laurea triennale a Firenze e successivamente una laurea magistrale in Economia a Torino, studiando in lingua inglese. Dopo gli studi aveva iniziato a lavorare insieme alla madre, Leonora Jaupi, nel centro di servizi rivolto ai cittadini stranieri. Il suo contributo professionale era diventato sempre più importante.
Poi, circa tre anni fa, era arrivata la malattia. Sara è stata seguita inizialmente all’ospedale Santa Chiara di Pisa e successivamente a Cisanello, dove per lei sono state utilizzate anche tecniche innovative. Accanto alle cure mediche, non è mai venuto meno il sostegno della famiglia e delle persone che le erano più vicine.
In quegli anni Alex le è rimasto accanto, fino a decidere di sposarla dopo un lungo fidanzamento. Un matrimonio vissuto anche come una promessa: affrontare insieme il percorso che la malattia aveva imposto. Sara, racconta il marito, lo ha attraversato con forza e dignità, continuando a coltivare le sue passioni e i rapporti con le persone che amava.
Tra queste c’era anche la lettura, una delle sue grandi passioni. Nonostante la malattia, Sara ha continuato a dedicarsi ai libri e a rafforzare quei legami costruiti nel corso della sua vita. Una quotidianità fatta di affetti e piccoli gesti che oggi diventano parte del ricordo lasciato a chi le è stato vicino.
Sara lascia il papà Leonard, la sorella minore Alba, laureata in Economia appena un mese fa, e una famiglia profondamente colpita dal lutto. I Memisha sono inoltre legati alla famiglia Jaupi, conosciuta a Pistoia anche per la storica attività nel settore della frutta e verdura. Particolarmente forte il legame con lo zio Gentian Memisha, cardiologo di Villa Maria, che ha seguito Sara anche nel difficile percorso della malattia.
I funerali di Sara Memisha saranno celebrati venerdì 25 settembre alle 10 nella chiesa di Sant’Andrea a Pistoia. Nel giorno dell’ultimo saluto, Alex ha chiesto di non portare fiori, ma di destinare eventuali offerte al reparto di Oncologia del Santa Chiara. Un gesto che restituisce ancora una volta il senso di una storia segnata dalla sofferenza, ma anche dall’amore, dalla dignità e dalla forza di una giovane donna che Pistoia non dimenticherà.


