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“Io e Meredith…”. Amanda Knox torna a parlare ed esplode la polemica: le sue parole

Pubblicato: 25/09/2026 17:01

Amanda Knox torna a parlare della vicenda che ha segnato la sua vita e lo fa davanti alle telecamere di Verissimo, nello studio di Silvia Toffanin. Al suo fianco ci saranno il marito Christopher Robinson e i figli Eureka ed Echo. L’intervista esclusiva andrà in onda domenica 27 settembre alle 16.30 su Canale 5, a quasi vent’anni dal delitto di Perugia che ha profondamente segnato la sua esistenza.

Nel corso dell’intervista, Knox ripercorrerà alcuni dei momenti più delicati della sua storia, tornando anche sulle recenti polemiche legate a Cartwheel, lo spettacolo di stand-up comedy con cui ha portato la propria esperienza sul palco del Fringe Festival di Edimburgo. Una scelta che aveva suscitato la dura reazione della famiglia di Meredith Kercher, in particolare della sorella Stephanie, critica verso l’utilizzo della comicità per raccontare una vicenda così dolorosa.

Proprio Cartwheel sarà uno dei temi centrali dell’incontro con Toffanin. Knox afferma di comprendere il dolore e la rabbia della famiglia Kercher, ma respinge l’idea che il suo spettacolo voglia scherzare sull’omicidio. «Non faccio ironia su un omicidio», spiega, riconoscendo che i familiari di Meredith sono «giustificati nel sentirsi per sempre arrabbiati», ma aggiungendo di essere dispiaciuta che possano sentirsi feriti da lei.

Knox contesta inoltre l’interpretazione secondo cui lo spettacolo potrebbe contribuire a normalizzare o banalizzare la violenza contro le donne. «Ogni volta che parlo di quello che è successo a me, parlo anche di quello che è successo a Meredith», afferma. Nel suo racconto torna anche il nome di Rudy Guede, condannato definitivamente per l’omicidio di Meredith Kercher: secondo Knox, il fatto che il suo nome venga oggi ricordato meno rappresenterebbe un elemento particolarmente doloroso.

Da qui il discorso si sposta sul modo in cui Knox interpreta oggi quanto accaduto. «Penso che questa sia una storia di misoginia», racconta a Silvia Toffanin, mettendo in relazione la propria esperienza con quella di Meredith. Knox sostiene che alla vittima sia stata tolta la vita «come se non valesse niente» e che lei stessa sia stata incarcerata «come se non valessi niente», sottolineando però che entrambe, secondo la sua ricostruzione, erano innocenti rispetto alle accuse che le furono contestate.

Un altro capitolo importante dell’intervista riguarda Raffaele Sollecito, con cui Knox aveva una relazione all’epoca del delitto. I due furono arrestati e inizialmente condannati per l’omicidio, prima dell’assoluzione in appello e di una successiva condanna. Nel marzo 2015, la Cassazione li assolse definitivamente. A distanza di anni, Knox racconta che tra loro è rimasto un legame: «Ci vogliamo ancora bene».

Knox ricorda anche un momento particolarmente significativo vissuto con Sollecito dopo il suo ritorno in Italia. I due hanno finalmente compiuto il viaggio a Gubbio che avevano programmato di fare la mattina in cui le loro vite cambiarono radicalmente. Durante quella giornata, Sollecito stava spingendo il passeggino della figlia di Knox quando un artista di strada gli chiese se fosse sua la bambina. «Ha risposto di no. In quel momento mi è venuto in mente che le nostre vite potevano essere diverse», racconta.

Tra gli argomenti affrontati ci sarà anche la vicenda di Patrick Lumumba, il proprietario del pub dove Knox lavorava a Perugia. Nei giorni successivi all’omicidio, Knox lo indicò agli investigatori come possibile responsabile; Lumumba venne arrestato e rimase in carcere per circa due settimane, prima di essere completamente scagionato grazie al suo alibi. Oggi Knox racconta di avergli chiesto scusa, ma riconosce che quelle scuse non hanno cancellato le conseguenze subite dall’uomo: «È stato messo in carcere, ha perso il suo locale, ha perso tanto, ma le mie scuse non gli bastano».

A chiudere l’intervista sarà la presenza di Christopher Robinson, che apparirà per la prima volta in televisione insieme alla moglie e ai loro figli, Eureka ed Echo. Il marito parlerà del percorso affrontato da Knox e del modo in cui l’ha vista reagire nel corso degli anni. «Penso che Amanda sia la persona più coraggiosa che io conosca. Sono veramente orgoglioso di lei», racconta Robinson, aggiungendo che ogni giorno la moglie gli ricorda come diventare una persona «migliore e più forte».

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