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Tragedia in Italia, folgorato su un traliccio: “Jacopo è morto”

Pubblicato: 26/09/2026 15:21

Una foto scattata a più di venti metri d’altezza, un traliccio dell’alta tensione perso nella campagna silenziosa, e un telefono cellulare rimasto accanto a un corpo senza vita. È così che si è conclusa una serata che doveva essere come tante altre, trasformandosi invece in una tragedia che ha sconvolto un’intera comunità. Un ragazzino di soli 15 anni, uscito di casa nel pomeriggio, non ha più fatto ritorno. La madre, angosciata, ha lanciato l’allarme, mentre a pochi chilometri di distanza i tecnici intervenivano per un misterioso calo di tensione sulla rete. Due storie che si sono incrociate nel peggiore dei modi, sotto quel pilone di metallo diventato la sua trappola mortale.

Morto folgorato a 15 anni su un traliccio nel lodigiano: ritrovato ai piedi del pilone

Un cadavere in aperta campagna, cinque chilometri a est di Lodi, ritrovato ai piedi di un traliccio. Il corpo è di un quindicenne. A lanciare l’allarme al 112 sono stati i tecnici di Terna, chiamati a ripristinare la linea dopo un calo di tensione registrato intorno alle 21.34 di venerdì. Il traliccio si trova a pochi passi dalla Tenuta Bottedo, una delle centinaia di antiche cascine che caratterizzano il paesaggio della Bassa, la Pianura Padana a nord del Po. Sul posto sono intervenuti i soccorritori delle ambulanze, che oltre ai segni dei traumi hanno immediatamente riconosciuto bruciature compatibili con una folgorazione, con un contatto fatale con i cavi dell’alta tensione. Accanto al corpo già senza vita c’era uno smartphone.

L’allarme della madre e il riconoscimento drammatico del figlio

Negli stessi minuti in cui scattava l’allarme per il corpo ritrovato, la mamma del quindicenne Jacopo Rossi Trabattoni entrava trafelata in Questura, nel centro di Lodi, per denunciare la scomparsa del figlio. Un ragazzo che non era rientrato a casa e di cui non si avevano più notizie. Sono serviti pochi minuti agli investigatori per capire che quel ragazzino non rientrato a casa era lo stesso ritrovato sotto il traliccio. Il drammatico riconoscimento è stato l’ultimo tassello di una serata da incubo. La foto trovata sul suo cellulare ha iniziato a chiarire cosa fosse accaduto lassù, a oltre venti metri di altezza.

Ipotesi sfida social: l’ombra della challenge mortale sui social

Sulla morte del quindicenne, è la prima ipotesi investigativa dei poliziotti della Squadra mobile di Lodi, si allunga l’ombra della sfida, della challenge raccolta sui social e diventata fatale. L’ipotesi investigativa, condivisa dalla Procura guidata da Laura Pedio, è che l’ultima foto scattata dal cellulare del quindicenne sulla sommità di quel traliccio, a oltre venti metri di altezza, sia stata postata sui social in risposta a una delle tante pericolosissime challenge lanciate su canali social per pochi iscritti. Un fenomeno di emulazione ad alto tasso di brivido che coinvolge un numero sempre più alto di adolescenti in imprese fin troppo rischiose. Poi, nella fase di discesa, Jacopo Rossi Trabattoni potrebbe essere scivolato e finito sui cavi dell’alta tensione, ricevendo una scarica ad alto voltaggio che non gli ha lasciato scampo.

Ora le indagini della Procura di Lodi dovranno chiarire ogni dettaglio di questa tragedia che riaccende con forza l’allarme sulle sfide social estreme. Gli investigatori stanno analizzando lo smartphone del ragazzo, le sue chat, i gruppi seguiti e i contatti sui social network per risalire alla possibile challenge che lo avrebbe spinto a scalare il traliccio. Una pratica sempre più diffusa tra i giovanissimi, che per ottenere like e visibilità si spingono oltre ogni limite, senza rendersi conto dei rischi mortali. La morte di Jacopo a soli 15 anni è un monito straziante per tutti i genitori e per le scuole, chiamate a vigilare su un fenomeno sommerso e pericolosissimo che sta mietendo vittime in tutta Italia.

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