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Francesca Albanese a Modena, gelo sul caso El Koudri: “Non ne so niente, non seguo tutti i fatti di cronaca”

Pubblicato: 26/09/2026 21:16

Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, è stata interpellata a Modena sul caso di Salim El Koudri, il 31enne accusato di strage e lesioni aggravate per quanto avvenuto il 16 maggio nel centro della città. La sua risposta è stata netta: “Io non ho seguito la faccenda, non vivo in Italia, non è che seguo tutti i fatti di cronaca, quindi non posso risponderle”.

La domanda riguardava in particolare la decisione del Comune di Modena di costituirsi parte civile nel procedimento. Albanese ha spiegato di non conoscere abbastanza la vicenda per esprimere una valutazione, aggiungendo successivamente di non essersi fatta un’opinione sul caso.

Il caso El Koudri

Il 16 maggio scorso Salim El Koudri, 31 anni, secondo l’accusa percorse ad alta velocità via Emilia Centro a Modena investendo diversi passanti. Dopo aver abbandonato l’auto avrebbe inoltre utilizzato un coltello contro chi cercava di fermarlo. La Procura dispose il fermo contestandogli i reati di strage e lesioni aggravate dall’uso di un’arma.

Una delle persone investite, Monica Esposito, 55 anni, è morta il 22 luglio dopo oltre due mesi di ricovero. Altre persone avevano riportato ferite gravissime e in due casi era stata necessaria l’amputazione degli arti inferiori.

Nel corso delle indagini il giudice ha disposto anche una perizia psichiatrica sull’indagato, che in passato era stato seguito dal Centro di salute mentale. Gli accertamenti giudiziari dovranno chiarire completamente movente, responsabilità e condizioni dell’uomo al momento dei fatti.

Il Comune di Modena sarà parte civile

Nei giorni scorsi il sindaco Massimo Mezzetti ha confermato che il Comune si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario, ritenendo l’amministrazione e la città direttamente danneggiate da quanto avvenuto.

È proprio su questa scelta che Albanese è stata interrogata durante la sua presenza a Modena per Falasteen, mostra dedicata alla Palestina inserita nel programma del Dig Festival.

Alla domanda se condividesse la decisione del Comune, la relatrice Onu ha spiegato di non avere seguito il caso. Quando le è stato ricordato che una delle vittime, Monica Esposito, era morta, Albanese ha ribadito: “Non ho un’opinione”.

La domanda sul legale di El Koudri

Nel confronto è emerso anche il nome di Fausto Gianelli, avvocato difensore di El Koudri. Albanese è stata interrogata sul fatto che in passato abbia collaborato con il legale in diverse iniziative legate ai diritti umani e alla questione palestinese.

Alla domanda sul nome dell’avvocato, Albanese avrebbe chiesto alla propria assistente: “È Fausto?”. Gianelli ha effettivamente preso parte in passato a iniziative insieme alla relatrice Onu, che in una precedente occasione aveva spiegato che il legale la seguiva dall’inizio del suo mandato e che, di fatto, svolgeva per lei anche il ruolo di avvocato.

Questo rapporto professionale non comporta naturalmente alcun collegamento tra Albanese e il procedimento giudiziario relativo a El Koudri. La circostanza è stata però richiamata dal giornalista che la stava intervistando per chiederle se fosse alla base della sua scelta di non commentare. Albanese non ha indicato questo motivo e ha ribadito semplicemente di non conoscere sufficientemente il caso.

“Non capisco cosa vuole”

Il confronto è proseguito ancora per qualche battuta. Alla nuova domanda sulla costituzione di parte civile del Comune, Albanese avrebbe replicato: “Davvero, non capisco che vuole”, prima di interrompere lo scambio e raggiungere l’evento al quale era stata invitata.

L’incontro modenese era dedicato alla Palestina e si inseriva nel programma del Dig Festival, manifestazione incentrata sul giornalismo investigativo. Alla mostra erano presenti circa ottanta persone.

La vicenda giudiziaria di El Koudri, intanto, prosegue. Dopo la morte di Monica Esposito e le conseguenze gravissime riportate dagli altri feriti, il procedimento dovrà stabilire definitivamente le responsabilità dell’imputato e valutare anche gli esiti degli accertamenti psichiatrici disposti dall’autorità giudiziaria.

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