
Un pezzo di storia della sinistra italiana che se ne va, in silenzio, a Bari, la città che l’ha vista crescere politicamente, lottare, non abbassare mai la testa. Una militante di quelle vere, di quelle che non hanno mai smesso di credere che la politica fosse impegno quotidiano, strada, assemblee, lotte femministe e battaglie per gli ultimi. La scomparsa di una donna che ha attraversato quasi cinquant’anni di storia repubblicana senza mai cambiare bandiera.
Lutto nel mondo della politica, morta a Bari Imma Voza Barbarossa già deputata del Pci
È morta oggi a Bari Imma Voza Barbarossa, già deputata del Pci e consigliera comunale del capoluogo pugliese. La scomparsa della nostra compagna lascia un vuoto difficilmente colmabile. Con lei perdiamo un pezzo della nostra storia, una protagonista della vicenda del nostro partito fin dalla fondazione dichiara in una nota Maurizio Acerbo, segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. Ora è innanzitutto il momento di dirle grazie per il suo esempio di intellettuale e militante, per una vita di lotta e impegno aggiunge. Una lunga militanza nel PCI di cui fu parlamentare dal 1976 al 1983. Negli ultimi anni è stata anche attivista del movimento Non una di meno.
Una vita di lotta e impegno, la lunga militanza nel Pci dal 1976 al 1983 in Parlamento
Una lunga militanza nel PCI di cui fu parlamentare dal 1976 al 1983, negli anni più duri e più intensi della storia repubblicana, quelli del compromesso storico, delle lotte operaie, del femminismo che irrompeva nelle sezioni. Imma Voza Barbarossa ha rappresentato una generazione di donne che hanno scelto la politica come strumento di emancipazione collettiva, portando in Parlamento le istanze delle lavoratrici, delle studentesse, delle periferie. Deputata per due legislature, ha lasciato un segno profondo nella storia del Partito Comunista Italiano in Puglia e a livello nazionale.
Nel 1989 si schierò con Ingrao nel fronte del no alla liquidazione del nome e della ragione sociale del partito. Nel 1991 aderì al progetto di Rifondazione Comunista. Una scelta di coerenza, di chi non ha accettato la trasformazione del Pci in Pds, di chi ha creduto che fosse ancora possibile tenere in piedi una sinistra di classe, radicale, alternativa. Con Pietro Ingrao, suo punto di riferimento politico e intellettuale, ha condiviso quella battaglia considerata persa in partenza ma che ha dato vita a una nuova storia, quella di Rifondazione Comunista, di cui è stata militante fino all’ultimo.
Negli ultimi anni è stata anche attivista del movimento Non una di meno, a dimostrazione di un impegno che non si è mai spento, che si è rinnovato nelle piazze contro la violenza di genere, per i diritti delle donne, per una società più giusta. A Bari, la sua città, ha continuato a essere un punto di riferimento per le giovani generazioni di attiviste, portando la sua esperienza di intellettuale e militante dentro un movimento nuovo, trasversale, che ha saputo raccogliere l’eredità del femminismo degli anni Settanta. La sua scomparsa lascia un vuoto difficilmente colmabile nella sinistra barese e nazionale.


