
Quando il velo della correttezza istituzionale si squarcia sotto il peso di condotte opache e sconsiderate, la fiducia dei cittadini nei servizi essenziali subisce un colpo durissimo. Tra verifiche dettagliate condotte lontano dai riflettori, dossier interni esplosi all’improvviso e provvedimenti drastici volti a ripristinare il rispetto delle regole, una vertenza delicatissima scuote le fondamenta di un comparto chiamato a garantire decoro, dignità e massima trasparenza. Le scoperte emerse dalle ispezioni hanno evidenziato scorciatoie inaccettabili, spingendo i vertici ad applicare il pugno di ferro con sanzioni esemplari e un formale coinvolgimento delle autorità inquirenti per far luce su ogni ombra.
L’ascia dei provvedimenti punitivi si è abbattuta con estrema durezza sul personale operativo: sette dipendenti licenziatie ulteriori quattro sospesi dal servizio rappresentano il bilancio delle azioni sanzionatorie promosse da Ama. La decisione è maturata a margine delle verifiche ispettive svolte sul lavoro quotidiano delle squadre impiegate presso le strutture del Flaminio e di Maccarese. Stando alle precisazioni ufficiali fornite dall’azienda, i riscontri interni hanno portato a galla gravissime difformità operative, tra cui il trasferimento di salme all’interno di urne cenerizie od ossario prima che si fosse perfezionato il naturale processo di mineralizzazione, la fase biologica che comporta la dissoluzione dei tessuti molli lasciando unicamente i resti ossei.
I vincoli normativi e la linea dura aziendale
Il quadro normativo vigente impone paletti stringenti per queste procedure, consentendo il passaggio nel loculo ossario unicamente dopo il decorso di un trentennio dalla sepoltura iniziale. Nell’eventualità in cui i resti non risultino completamente mineralizzati, il protocollo impone l’esecuzione di trattamenti differenti, caratterizzati da tempistiche e tariffe ben distinte. Bisogna infatti considerare che l’inserimento del defunto in una cassetta di ridotte dimensioni permette ai congiunti di liberare la tomba originaria, assicurando un evidente contenimento delle spese rispetto alla conservazione nella sistemazione precedente.
La dirigenza di Ama ci ha tenuto a chiarire che i provvedimenti sono stati calibrati graduando le singole responsabilità accertate nell’inchiesta interna, arrivando al licenziamento per le posizioni più gravi e alla sospensione per i profili d’incidenza minore. Contestualmente, la società ha formalizzato il trasloco della documentazione alla Magistratura e al Sindaco, in conformità alle disposizioni prescritte dal Regolamento di Polizia Mortuaria, per consentire eventuali approfondimenti di natura penale e giudiziaria.


