
Quando le smanie di notorietà digitale travalicano i confini del buonsenso sfociando nel blocco selvaggio di snodi viari cruciali, la reazione delle istituzioni può trasformarsi in un severo monito contro ogni forma di illegalità esibita. Tra bravate social orchestrate per raccogliere visualizzazioni, la rabbia degli automobilisti intrappolati nel traffico e i controlli incrociati della rete per risalire ai responsabili, un episodio di stravaganza metropolitana ha finito per innescare conseguenze legali gravissime e irreversibili. Un atteggiamento sconsiderato costato carissimo al protagonista dell’impresa, travolto da provvedimenti amministrativi drastici che hanno azzerato ogni sua permanenza sul territorio nazionale.
Il pugno duro dell’amministrazione statale si è abbattuto sul noto esponente musicale Bratan, raggiunto da una misura di allontanamento coatto e «imbarcato sul primo volo diretto nel suo Paese di origine», secondo quanto reso noto mediante i canali social dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’artista si era reso responsabile della paralisi del traffico lungo la strada statale Milano-Meda, arteria congestionata a causa delle riprese abusive destinate a un suo filmato musicale.

A motivare il rigido provvedimento è stato lo stesso Piantedosi: «Rimpatriato il trapper Bratan: aveva bloccato la Milano-Meda per realizzare un video musicale non autorizzato, mettendo in grave pericolo la sicurezza degli automobilisti in transito. Le indagini, condotte anche attraverso l’analisi di diversi profili social, hanno permesso di identificarlo come il motociclista alla guida del gruppo che aveva paralizzato la circolazione. In considerazione della sua pericolosità sociale, gli è stato revocato il permesso di soggiorno ed è stato imbarcato sul primo volo diretto nel suo Paese di origine».
Rimpatriato il trapper “Bratan”: aveva bloccato la Milano-Meda per realizzare un video musicale non autorizzato, mettendo in grave pericolo la sicurezza degli automobilisti in transito. Le indagini, condotte anche attraverso l’analisi di diversi profili social, hanno permesso di… pic.twitter.com/QaML5nuAto
— Matteo Piantedosi (@Piantedosim) September 27, 2026
Le ricostruzioni del caos e le posizioni della difesa
Il caos stradale si era verificato nella serata del 18 settembre lungo il tracciato della SS35 a Milano, conquistando rapida visibilità a seguito dei filmati di protesta diffusi sul web dagli esponenti della Lega. L’attività investigativa ha consentito di attribuire l’azione a Nicolae Novacenco, trentunenne di nazionalità moldava.
L’imputato si è affidato all’assistenza legale del legale Matteo Politano, il quale si è espresso minimizzando l’accaduto e definendo l’intera vicenda come una semplice «bravata».


