
La Procura di Pavia chiude il cerchio sulle nuove indagini su Andrea Sempio e riapre di fatto il caso Garlasco. E dalla bocca di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, arriva una frase secca che pesa come un macigno. A riferirla è la sua avvocata Giada Bocellari, davanti ai cronisti fuori dalla Procura, dopo la svolta sull’elemento che per anni è stato considerato centrale nella condanna.
Parla Stasi dopo la chiusura delle indagini su Sempio
L’unica cosa che mi ha detto è che spero si assumano le proprie responsabilità, che si faccia piena luce sulle responsabilità. È il pensiero che Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, ha affidato alla sua avvocata Giada Bocellari, dopo che la Procura di Pavia ha gettato ombre sulla presenza del Dna della vittima sui pedali della bici dell’allora fidanzato. Un elemento che non bastò per la convalida del fermo di Stasi scattato il 24 settembre 2007 e che si ritrova invece nella sentenza della Cassazione del 2015.
Lui ha semplicemente detto che non ha nulla da dire se non che spera e auspica che chi ha sbagliato, chi ha fatto quello che ha fatto, si assuma le proprie responsabilità, spiega ai cronisti presenti davanti alla Procura di Pavia. Qui parliamo della vita delle persone, questo ragazzo si è fatto otto anni di processo e 11 anni di galera, gli è stata rovinata la vita e non lo possiamo dimenticare. Le parole di Bocellari segnano un passaggio decisivo nella strategia difensiva, che punta dritto alla revisione del processo.
Nuovi elementi disintegrano la condanna
Nel momento in cui viene meno il Dna sui pedali viene meno tutta la teoria dello scambio, della sostituzione, vengono meno le biciclette fantasma, cioè cosa resta? Che non può che essere stato Stasi perché aveva confidenza con la vittima? Credo che lo capisca chiunque che è un elemento centrale di quella condanna, ha aggiunto l’avvocata. Noi possiamo andare in revisione con gli elementi a discarico di Stasi o con quegli elementi nuovi che disintegrano la sentenza di condanna. Una posizione che si lega all’accusa della Procura di Pavia di aver nascosto prove a favore di Stasi già nel 2007, come emerso dagli atti delle nuove indagini.
Sempio verso il rinvio a giudizio
Intanto il fronte giudiziario si sposta su Andrea Sempio, con il numero di scarpa compatibile con quella del killer e l’impronta 33 che lo portano verso il rinvio a giudizio. Il consulente dei Poggi continua a sostenere che sui pedali della bici di Stasi c’è il Dna di Chiara, nessun segreto, ma la chiusura delle nuove indagini cambia radicalmente lo scenario. Per la difesa di Stasi, se cade il Dna sui pedali, cade l’impalcatura che ha retto la condanna definitiva, e la revisione del processo diventa non solo possibile ma doverosa.


