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“Quali sono le speranze con questo tumore”. Di Battista: il drammatico retroscena

Pubblicato: 30/09/2026 07:39

Un drammatico retroscena di salute è stato rivelato dall’ex deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista, 48 anni, che durante la trasmissione DiMartedì condotta su La7 da Giovanni Floris ha raccontato per la prima volta l’origine del grave malore accusato a Cuba a fine agosto. All’origine del ricovero vi era un tumore al cervello, scoperto a seguito di un violento edema cerebrale. «Ogni giorno mi riprendo degli spazi di libertà», ha confidato l’esponente politico, ricostruendo i drammatici momenti vissuti nella struttura sanitaria Hermanos Ameijeiras dell’Avana, dove i medici locali «hanno azzeccato immediatamente le cure che hanno ridotto l’edema permettendo di operarmi. Mi hanno asportato quasi tutto il tumore. Adesso farò le cure sperando che funzionino».

La drammatica testimonianza dell’ex parlamentare riaccende i riflettori su una classe di patologie che la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità suddivide in oltre 150 tipologie differenti. Come argomenta Enrico Franceschi, direttore dell’Oncologia del sistema nervoso all’IRCCS Istituto delle Scienze neurologiche di Bologna: «Ognuna di queste categorie comprende a sua volta sottotipi differenti, spesso definiti da alterazioni molecolari peculiari, che richiedono cure specifiche in base alla singola neoplasia, alla sua aggressività e allo stadio più o meno avanzato».

Sintomatologia, incidenza epidemiologica e l’approccio terapeutico

Il quadro sintomatico varia considerevolmente in base all’area encefalica interessata. A chiarire la natura delle manifestazioni cliniche è Federico Pessina, responsabile della Neurochirurgia cranica all’Istituto Clinico Humanitas di Milano: «I sintomi di un tumore cerebrale dipendono soprattutto dalle dimensioni della massa e da dove è localizzato, perché ogni zona dell’encefalo è responsabile di una funzione specifica e quindi sarà quell’attività a essere più o meno compromessa». Il medico raccomanda cautela di fronte a segnali comuni come cefalee o disturbi visivi, suggerendo di consultare tempestivamente il proprio medico di base.

Sul territorio nazionale si conteggiano oltre 6mila nuove diagnosi ogni anno. In merito ai protocolli d’intervento, il dottor Enrico Franceschi evidenzia come la strategia terapeutica combini chirurgia, radioterapia e chemioterapia: «Siamo ancora lontani, purtroppo, da farmaci che ci consentono di guarire o cronicizzare molti casi di tumori al cervello, però la ricerca prosegue, anche grazie al riscontro di alcuni bersagli terapeutici su cui è ora possibile eseguire terapie di nuova generazione a bersaglio molecolare».

Interrogato sul percorso terapeutico che lo attende, Alessandro Di Battista ha espresso una posizione molto chiara, rifiutando ogni enfasi: «Io non ho la retorica del guerriero che dice “Combatterò”. Farò le cure che devo fare, è la priorità, sono positivo. Quelli che non devono mollare sono i dottori e non lo faranno perché sono seguito molto bene».

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