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Cos’è il tumore che ha colpito Di Battista: i sintomi e come si cura

Pubblicato: 30/09/2026 17:37

Alessandro Di Battista ha scelto lo studio di Di Martedì per raccontare pubblicamente la malattia che nelle scorse settimane lo ha costretto a un ricovero d’urgenza a Cuba. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle ha spiegato che si tratta di un «tumore del cervello», una definizione che comprende diverse tipologie di neoplasie e che, da sola, non permette di stabilire quale sia la diagnosi precisa.

Dopo l’intervento effettuato a Cuba, Di Battista è rientrato in Italia ed è stato ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, dal quale è stato dimesso il 18 settembre. Nel corso dell’intervista ha raccontato di essere stato sottoposto a un intervento per ridurre un edema cerebrale e ha spiegato di aver poi iniziato il percorso di cura previsto dopo l’asportazione del tumore. «Mi hanno asportato un tumore, ora mi devo curare», ha raccontato.

Parlare genericamente di tumore al cervello, però, significa mettere sotto la stessa definizione malattie molto diverse tra loro. Le neoplasie cerebrali possono infatti avere caratteristiche, comportamenti e possibilità terapeutiche differenti. Tra quelle più note c’è il glioblastoma, una forma particolarmente aggressiva appartenente alla famiglia dei gliomi.

Il glioblastoma rappresenta circa il 45% dei nuovi casi di tumore cerebrale e colpisce soprattutto gli uomini tra i 50 e i 65 anni, anche se esistono forme che possono manifestarsi in età più giovane. La ricerca ha inoltre permesso di distinguere diverse caratteristiche biologiche della malattia, tra cui la presenza o meno di una mutazione del gene IDH, elemento importante per la classificazione e la prognosi.

Uno degli aspetti che possono accompagnare la crescita di un tumore cerebrale è l’edema, cioè un accumulo di liquidi nel tessuto che circonda la lesione. Nel caso raccontato da Di Battista, proprio la presenza dell’edema avrebbe reso necessario l’intervento d’urgenza a Cuba. I sintomi possono variare, ma tra quelli possibili rientrano mal di testa, nausea, vomito, vertigini e sonnolenza, a seconda della zona interessata e dell’entità dell’edema.

Il trattamento dell’edema può prevedere l’utilizzo di farmaci corticosteroidi, con l’obiettivo di ridurre il gonfiore e la pressione sui tessuti cerebrali. Quando le condizioni lo consentono, il percorso terapeutico può comprendere anche la resezione chirurgica della massa tumorale. Per alcune forme di tumore, alla chirurgia possono seguire radioterapia e, quando indicato, chemioterapia.

Il glioblastoma, tuttavia, non è l’unica neoplasia che può interessare il cervello. Esistono anche meningiomi, gliomi di basso grado, gliomi anaplastici, medulloblastomi e tumori della regione pineale. Le caratteristiche e le terapie cambiano sensibilmente da una forma all’altra: alcuni meningiomi, per esempio, possono essere trattati con la sola chirurgia, mentre nei casi più aggressivi possono essere necessari ulteriori trattamenti.

Per questo motivo, nel caso di Di Battista è importante attenersi a quanto comunicato direttamente dall’ex parlamentare, senza associare automaticamente la sua diagnosi a una specifica forma tumorale. La definizione di «tumore del cervello» utilizzata durante l’intervista non consente infatti di stabilire se si tratti di un glioblastoma, di un altro glioma o di una diversa neoplasia cerebrale. Gli eventuali dettagli clinici devono quindi essere lasciati alle informazioni rese pubbliche dall’interessato e dai suoi medici.

Il racconto di Di Battista arriva dunque dopo settimane segnate prima dal ricovero d’urgenza a Cuba, poi dal rientro in Italia e dall’ulteriore ricovero al Gemelli. Ora l’ex deputato ha davanti un percorso di cura che, come ha spiegato lui stesso, non si è concluso con l’intervento: «Mi devo curare». Una frase che sintetizza la nuova fase della sua vita, mentre prosegue il percorso medico dopo l’asportazione del tumore.

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