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Bimbo investito a Torino, ora la confessione: “Lei è la mia amante, eravamo insieme fino a poco prima”

Pubblicato: 30/09/2026 19:24

A distanza di alcuni giorni dal drammatico investimento di Torino, emerge un nuovo elemento che contribuisce a ricostruire il complicato intreccio di rapporti alla base di quanto accaduto sabato sera in via Pinelli. A parlare è il 33enne, compagno della madre del bambino di cinque anni travolto da una Fiat Panda guidata da Camilla D’Alessandra, 24 anni, attualmente in carcere con l’accusa di tentato omicidio.

L’uomo, un operaio che fino a questo momento era rimasto in silenzio, ha raccontato la propria versione a La Stampa, chiarendo per la prima volta quale fosse il rapporto tra lui e la giovane arrestata. «Camilla è la mia amante. La donna, madre dei due figli, che era con me sabato sera in via Pinelli è la mia compagna. I figli non sono miei ma sono affezionato a loro come se lo fossero. Penso che Camilla, quella sera, volesse investire me», ha dichiarato.

La relazione parallela e le due versioni

Le parole del 33enne restituiscono però un quadro molto diverso da quello che Camilla D’Alessandra avrebbe descritto agli inquirenti. Durante l’udienza di convalida, durata circa un’ora e mezza, la 24enne ha sostenuto che quanto accaduto sarebbe stato una tragica fatalità, negando di aver voluto investire il bambino.

La giovane avrebbe inoltre considerato il 33enne il proprio fidanzato e la donna che si trovava con lui quella sera come una ex compagna. «Quell’uomo è il mio fidanzato. La donna con cui l’ho sorpreso sabato notte è la sua ex, o perlomeno io pensavo che lo fosse», ha raccontato. Secondo la sua versione, quella che riteneva essere l’ex del compagno sarebbe stata particolarmente presente nella loro relazione, tanto da telefonarle e chiederle di lasciare stare l’uomo.

La 24enne ha raccontato di considerare la relazione con il 33enne seria e stabile: «Io stavo con lui e ci stavo seriamente, da giugno lui ha iniziato a dormire da me. Ha dormito con me anche la sera prima dell’incidente».

Una ricostruzione che contrasta con quella fornita ora dall’uomo, secondo cui la donna presente in via Pinelli non era affatto una ex, bensì la sua compagna. Camilla, invece, sarebbe stata la relazione parallela.

Le ore prima dell’investimento

Agli inquirenti la 24enne ha ricostruito anche le ore precedenti all’investimento. Ha spiegato di essere stata particolarmente agitata perché non riusciva più a mettersi in contatto con quello che considerava il proprio fidanzato.

«Lui voleva sposarmi, me lo aveva chiesto e mi aveva fatto fare una cura ricostituente perché voleva un figlio da me», avrebbe raccontato. I due, secondo la sua versione, erano stati insieme il venerdì sera. Il giorno successivo lei era andata al lavoro, mentre lui era rimasto a casa. Dopo le 16.30, però, l’uomo avrebbe smesso di rispondere alle sue telefonate. Terminato il turno intorno alle 20, D’Alessandra avrebbe quindi deciso di andare a cercarlo.

A un certo punto lo avrebbe visto per strada. Sarebbe scesa dalla Fiat Panda e lo avrebbe preso a schiaffi, per poi allontanarsi. La tensione, tuttavia, non sarebbe finita lì.

La lite e l’investimento del bambino

Secondo il racconto della 24enne, durante la successiva lite avrebbe effettuato una retromarcia e il 33enne avrebbe scagliato il proprio telefono contro il parabrezza della Panda. «Sono ripartita per andare via e sono tornata lì, ma lui per la seconda volta ha colpito la mia macchina. A quel punto sono andata via, avevo paura», ha sostenuto.

È in questa concitata sequenza che l’auto ha travolto il bambino di cinque anni, figlio della compagna del 33enne. Il piccolo è stato ricoverato in ospedale dopo l’impatto.

La ricostruzione dell’accaduto resta ora al centro dell’inchiesta. Secondo l’ipotesi investigativa, la giovane avrebbe tentato di colpire con l’auto uno dei due adulti presenti, finendo invece per investire il bambino. La 24enne, al contrario, sostiene di non aver avuto intenzione di travolgere nessuno e parla di un incidente.

Dopo essersi allontanata, D’Alessandra avrebbe raggiunto corso Regina, dove avrebbe accostato. «Ho telefonato alla madre di lui, che è venuta da me per consolarmi. Poi ho sentito mia mamma, era con i carabinieri, che mi hanno raggiunta», ha raccontato.

La giovane si trova in carcere da sabato notte, mentre gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica di quei minuti e di stabilire quale fosse la sua intenzione al momento dell’investimento.

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