
Tensione nel carcere Don Bosco di Pisa, dove decine di detenuti hanno dato vita a una protesta dopo aver trovato, secondo quanto riferito dagli stessi reclusi, alcune microspie e dispositivi elettronici all’interno delle celle. Una quarantina di persone avrebbe occupato un intero reparto, barricandosi al suo interno e chiedendo di poter incontrare i vertici della struttura.
La protesta sarebbe iniziata intorno alle 19 ed è stata raccontata in diretta sui social da uno dei detenuti. L’uomo ha utilizzato TikTok per documentare quanto stava accadendo all’interno del carcere, nonostante l’utilizzo di telefoni cellulari sia vietato ai detenuti.
Secondo il racconto diffuso durante la diretta, la giornata precedente la direzione avrebbe fatto uscire i detenuti dalle celle per alcune ore, motivando l’operazione con la necessità di effettuare una prova di evacuazione. Il giorno successivo, sempre secondo la versione dei detenuti, sarebbero stati individuati alcuni dispositivi utilizzati per attività investigative.
Le immagini trasmesse sui social mostrano diversi detenuti a volto scoperto mentre raccontano la loro versione dei fatti. Alcuni di loro hanno parlato anche in lingua albanese, alternandola all’italiano, e hanno rivolto accuse agli agenti penitenziari.
Nel corso della diretta, alcuni detenuti hanno sostenuto di essere stati colpiti con i manganelli durante le fasi della protesta. Si tratta, al momento, di dichiarazioni provenienti dagli stessi manifestanti e che dovranno essere verificate attraverso gli accertamenti delle autorità.
Al centro della protesta c’è soprattutto la questione delle intercettazioni all’interno delle celle. I detenuti hanno rivendicato il diritto alla privacy e hanno contestato la presenza di dispositivi che, a loro dire, permetterebbero di ascoltare le conversazioni private.
La situazione ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Decine di agenti della Polizia, dei Carabinieri e della Polizia penitenziaria hanno raggiunto il carcere per riportare la situazione sotto controllo. La protesta, secondo le informazioni disponibili, sarebbe stata contenuta, anche se la tensione all’interno della struttura è rimasta elevata.
All’esterno del carcere si sono intanto radunati parenti e amici dei detenuti, arrivati per avere notizie sulla situazione. All’interno della casa circondariale si sarebbero inoltre verificati momenti di tensione e scontri tra alcuni detenuti e agenti della Polizia penitenziaria.
Per far fronte alla situazione sono state fatte arrivare anche alcune ambulanze, pronte a prestare assistenza alle eventuali persone rimaste ferite. Restano ora da chiarire la natura e la provenienza dei dispositivi rinvenuti nelle celle, oltre alla dinamica degli episodi denunciati dai detenuti e agli eventuali feriti durante la protesta.


