
Per chi acquista regolarmente un pacchetto di sigarette, il prossimo anno potrebbe tradursi in una nuova voce di spesa da mettere in conto. Dopo i rincari già registrati nel 2026, il prezzo dei prodotti da fumo è infatti destinato a salire ancora. La stima contenuta nella relazione tecnica dell’ultima Legge di Bilancio indica un incremento medio nell’ordine dei 25 centesimi per pacchetto.
L’aumento non sarà però necessariamente uguale per tutti i fumatori. Il prezzo finale delle sigarette dipende infatti dai listini approvati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm), sulla base delle richieste presentate dai produttori e dagli importatori. L’incremento della componente fiscale, quindi, non comporterà automaticamente lo stesso rincaro per ogni marca.
Leggi anche: Stangata sigarette, scattano gli aumenti improvvisi: i nuovi prezzi
Quanto aumenterà la spesa
La cifra di riferimento è quella dei 25 centesimi in più a pacchetto, calcolata come incremento medio. Per chi fuma un pacchetto al giorno, l’impatto sul bilancio familiare diventa più evidente se proiettato su periodi più lunghi.
Secondo i calcoli riportati da Il Messaggero, con un rincaro medio di 25 centesimi e un consumo quotidiano di un pacchetto, la spesa aggiuntiva sarebbe di circa 1,75 euro alla settimana. Nell’arco di un mese l’esborso salirebbe a circa 7,50 euro, mentre su base annuale il costo supplementare supererebbe i 91 euro.
Si tratta naturalmente di una stima basata sull’aumento medio previsto e sul consumo di un pacchetto ogni giorno. Il rincaro effettivo potrà infatti variare a seconda del prodotto acquistato.

Quando scatteranno i rincari
Un altro elemento riguarda la data effettiva dell’aumento. Il nuovo prezzo delle sigarette nel 2027 non entrerà necessariamente in vigore dal primo giorno dell’anno.
Gli incrementi scatteranno infatti in occasione della pubblicazione dei nuovi listini da parte dell’Adm, attraverso gli aggiornamenti periodici delle tariffe. Sarà quindi necessario attendere il via libera alle nuove quotazioni perché i prezzi aggiornati arrivino effettivamente nelle tabaccherie.
Il meccanismo prevede che il prezzo di vendita al pubblico dei tabacchi venga stabilito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulla base delle richieste avanzate dalle aziende produttrici e dagli importatori. È questo il motivo per cui l’aumento medio dell’imposta non determina automaticamente un identico incremento per ogni confezione.

Un nuovo rincaro dopo quelli del 2026
Il prossimo intervento si inserisce in una sequenza di aumenti delle sigarette già avvenuti nel corso del 2026. Per i consumatori abituali, dunque, il possibile incremento del prossimo anno rappresenterebbe un ulteriore aumento della spesa destinata all’acquisto di prodotti del tabacco.
La cifra di circa 25 centesimi a pacchetto rappresenta la media indicata nella relazione tecnica della Legge di Bilancio e non un rincaro uniforme applicato indistintamente a tutte le marche. Il prezzo finale dipenderà dai singoli aggiornamenti dei listini e dalle decisioni relative alle diverse confezioni.
Per un fumatore che acquista quotidianamente un pacchetto, l’effetto cumulativo resta comunque significativo: sulla base della stima media, si arriverebbe a spendere oltre 91 euro in più all’anno rispetto alla spesa sostenuta prima del nuovo aumento.


