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“Non è più accettabile!”. Formigli incontenibile: Meloni senza parole

Pubblicato: 02/10/2026 10:34

Le parole arrivano in chiusura di una riflessione dai toni forti, costruita attorno a una domanda che il conduttore rivolge direttamente al pubblico. Al centro dell’editoriale c’è la situazione nella Striscia di Gaza, ma soprattutto il ruolo dell’Occidente e dell’Europa davanti alle accuse e alle testimonianze sulle conseguenze del conflitto sulla popolazione civile.

Nello studio di Piazzapulita, Corrado Formigli sceglie di concentrarsi sulla necessità, a suo giudizio, di non rimanere in silenzio e di interrogarsi sulle responsabilità e sulle possibili risposte della comunità internazionale. Un intervento che si conclude con una serie di domande rivolte al Governo italiano, all’Europa e all’Occidente.
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L’editoriale di Corrado Formigli

«Non è più accettabile che ci sia un silenzio dell’Occidente, dell’Europa, del Governo Italiano di fronte ai crimini. Per la prima volta abbiamo, dall’interno delle forze armate dell’Intelligence israeliana una sorta di confessione, di racconto di che cosa è stato fatto alla popolazione civile nella Striscia di Gaza. […]».

È da questa premessa che prende avvio l’editoriale di Corrado Formigli, conduttore di Piazzapulita. Il giornalista richiama quindi il contenuto di un documentario nel quale, secondo quanto afferma durante il programma, sarebbe presente la testimonianza di un ufficiale dell’intelligence israeliana.

Il passaggio riportato nell’editoriale riguarda il confronto tra la memoria dei crimini nazisti e ciò che l’ufficiale racconta rispetto alle azioni compiute nella Striscia di Gaza.

«Uno degli ufficiali dell’intelligence, nel documentario dice: “Sono stato in Polonia. Credo ancora che i nazisti siano il male. Ma intanto mi chiedo: chi sono io?”».

La frase diventa uno degli elementi centrali dell’intervento di Formigli. Il riferimento alla Polonia e alla memoria del nazismo viene utilizzato nel discorso per introdurre una riflessione sul rapporto tra ciò che è stato commesso nel passato e ciò che, secondo la testimonianza richiamata dal conduttore, sarebbe stato compiuto durante il conflitto.

La domanda rivolta all’Occidente

Dalla testimonianza citata, Formigli passa quindi a una domanda più ampia. L’interrogativo riguarda il comportamento della comunità internazionale e, in particolare, la possibilità di continuare a rimandare una presa di posizione davanti alle accuse alle quali fa riferimento.

«E allora, stasera, la domanda che facciamo qui, a Piazzapulita, è semplice: come possiamo continuare a tergiversare? A non chiedere verità? A non procedere con sanzioni nei confronti di Israele?».

Sono queste le parole con cui si chiude l’editoriale. Il tema delle sanzioni nei confronti di Israele viene dunque posto direttamente all’interno del ragionamento del conduttore, insieme alla richiesta di fare chiarezza su quanto accaduto alla popolazione civile nella Striscia di Gaza.

L’intervento assume così la forma di un’appello pubblico, costruito più attraverso domande che attraverso una conclusione definitiva. Formigli mette infatti al centro il problema del silenzio dell’Occidente, dell’Europa e del Governo italiano e chiede quale debba essere la risposta davanti alle testimonianze richiamate nel corso della trasmissione.

Il punto centrale dell’editoriale rimane quindi la richiesta di verità e il tema delle possibili conseguenze politiche nei confronti di Israele. Un intervento che, attraverso il richiamo alla testimonianza dell’ufficiale dell’intelligence e alla situazione nella Striscia di Gaza, porta nello studio di Piazzapulita una riflessione sul ruolo che l’Italia, l’Europa e l’Occidente dovrebbero assumere di fronte al conflitto.

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